Telefonia: Parla.it, il VoIp “in lingua” italiana

Telefonia: Parla.it, il VoIp “in lingua” italiana
Adsl più servizio voce a tariffa flat veicolato esclusivamente attraverso la Rete
(Nicola Bruno – www.itnews.it
– 08/02/05)

Il VoIp sbarca anche in Italia. Intendiamoci: non che non ci fosse già prima. Da anni ormai compagnie quali Ecsnet/Freetel e AbbeyPhone forniscono un servizio di telefonia sul protocollo Internet (il VoIp, appunto) per il territorio italiano. Rispettivamente Picus e ChocoPhone. Poi ci sarebbe anche quello fornito dal gruppo Espresso col brand di Radio Deejay (Deejay Voice); senza contare i servizi simili non strettamente legati al territorio, come Skype che, più che essere un vero e proprio servizio VoIp, assomiglia ad un ‘instant messenger’ dotato di audio.
Ora però le strategie marketing di tutti questi operatori devono essere riviste perché è sceso in campo un colosso della telefonia: France telecom. La compagnia francese è arrivata in Italia sotto il nome di Parla.it e ha da pochissimo iniziato ad offrire un servizio VoIp realmente concorrenziale sotto diversi punti di vista. Innanzitutto sotto quello del prezzo: l’abbonamento voce costa solo 19,89 euro – una tariffa flat – e dà la possibilità di chiamare i telefoni fissi in tutta Italia (ChiAma l’Italia) a costo zero 24 ore su 24. Non solo. I primi due mesi sono a tariffa ridotta; chi si abbona entro 31 Marzo pagherà per i primi due mesi solo 1 euro al mese. La copertura del servizio è pressoché totale, nel senso che non ha ancora avviato un procedimento unbundling del local loop (l’accesso disaggregato dell’ultimo miglio) per cui utilizza le reti pre-esistenti degli altri operatori – Telecom Italia su tutti, ovviamente.
Dunque a costo zero – attivazione e installazione sono gratuite – Parla.it manda a casa una scatoletta (il nome tecnico sarebbe v-Modem) da collegare al pc e al telefono tradizionale. Si installa il contenuto del cd allegato ed il gioco è fatto. Come se non bastasse la compagnia offre sempre a costo zero: una seconda linea telefonica e un secondo numero (senza modificare linea e numero tradizionali), una segreteria telefonica via Web e e-mail, il servizio inoltro di chiamata e la consultazione del traffico chiamate in tempo reale via Web.
In un periodo in cui i consumatori si fidano sempre meno delle aziende e si fanno sempre più scaltri, quelli di Parla.it hanno deciso di essere chiari. Non sono previsti costi di attivazione del servizio, né di noleggio del v-Modem. In aggiunta è possibile rescindere il contratto in qualsiasi momento. Il sito recita così: “se il contratto viene rescisso prima di 18 mesi è previsto un costo di disattivazione pari a 89 €, decrescente di 5 € dopo ogni mese trascorso. Se quindi il contratto viene rescisso dopo 12 mesi il costo di disattivazione corrisponde a 29 €, dal 18° mese non è più previsto alcun costo di disattivazione.”
Dov’è allora l’inghippo? La condizione minima è l’essere in possesso di una linea Adsl. Come comportarsi allora con tutti quei clienti che vorrebbero abbonarsi ma ancora non sono attrezzati per la banda larga? Anche qui Parla.it non si è persa d’animo. Ha stipulato infatti un accordo con Telvia che le permette di offrire a 30 euro al mese il pacchetto ‘Telvia ADSL 1280’ più il loro servizio base ‘ChiAma l’Italia’ (di cui sopra). L’offerta prevede anche una riduzione del costo per i primi due mesi (a 19,89 euro). Il contralatare di questi prezzi bassi potrebbero essere delle esose tariffe nella comunicazioni verso i telefoni cellulari ma, sinceramente, 19,90 centesimi di euro (iva inclusa) non mi sembrano un furto – tenuto anche conto che non esiste lo scatto alla risposta.
Molto probabilmente la liberalizzazione totale del mercato della telefonia italiana avverrà nel momento in cui si arriverà ad una estensione a tappeto sul territorio nazionale dell’unbundling. Ossia solo quando i clienti potranno decidere quale operatore utilizzare per fruire dei servizi forniti attraverso il doppino telefonico (telefonia di base, accesso ad Internet, ecc). Tuttavia un’offerta integrata ADSL più servizio voce a costo fisso (relativamente basso) potrebbe essere una delle famigerate ‘killer applications’, quelle strade che più velocemente di altre portano alla diffusione di massa e – in questo caso, appunto – alla liberalizzazione del mercato.

Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

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