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Il dittatore dello stato libero di bananas

Bananas BananasIl ditattore dello stato libero di Bananas

Il dittatore dello stato libero di bananas
(Bananas)

di Woody Allen (Usa, 1971)
con Wood Allen, Louise Lasser,
Carlos Montalban, Sylvester Stallone

Un filmetto simpatico che fa sorridere. Nulla più. Lo stile di Allen è in via di definizione, oscillando tra la semplicità delle comiche e le sue tipiche trovate che, col tempo, gli hanno atribuito la stima di miloni di amanti del cinema. Il contesto e la trama sembrano quasi funzionali all’inserimento delle varie gag;  eccezion fatta, forse, per la critica sarcastica ai regimi sudamericani. Il cameo di Stallone nei panni del teppista sulla metropolitana, visto con gli occhi di poi, è davvero esilarante.

La trama di Cinematografo.it
Fielding Mellish, giovane collaudatore industriale, per consolarsi di una delusione sentimenfale (Nancy, la fidanzata, lo ha lasciato giudicandolo un debole), parte da New York per lo Stato di Bananas, una repubblichetta sudamericana afflitta da ricorrenti dittature e frequenti rivoluzioni. Il dittatore di turno, Vargas, tenta di approfittare della presenza dell’americano per ucciderlo e far ricadere la colpa sui ribelli, in modo da ottenere l’aiuto degli Stati Uniti nella sua repressione. Fortunatamente per Mellish, il diabolico piano di Vargas va a monte: i rivoluzionari, guidati dal barbuto Castrado, conquistano poco dopo il potere. Castrado, nominato presidente, instaura però una dittatura per nulla diversa dalla precedente, per cui viene a sua volta eliminato. Poichè Bananas ha urgente bisogno di finanziamenti, i capi rivoluzionari nominano presidente Mellish; in questa veste, camuffato, fa ritorno negli Stati Uniti per raccogliere aiuti a favore del nuovo Stato libero. Scopertasi la sua vera identità, viene arrestato, processato e infine rimesso in libertà: conclude la sua avventura tra le braccia di Nancy, la quale, innamoratasi di lui nei panni di Presidente di Bananas, accetta – conosciuta la sua vera identità – di diventare sua moglie.

Intelligenza artificiale, ecco il pc che guarda e impara a giocare

Come un bambino osserva gli altri e capisce le regole della morra
Sviluppato da scienziati britannici, è una svolta nel campo dell’AI

Still Radio Nero

Anche se tra mille problemini tecnici Radio nero è andaa in onda anche questo giovedì.
La tracklist:

1.       !!! (Chik Chik Chik) – Dear Can

2.       Hank Crawford – I’ll Move You No Mountain

3.       The Chemical Brothers feat. Tim Burgess – The Boxer

4.       N.O.H.A. – Next Plateau

5.       Riccardo Sinigallia – Bellamore

6.       Steely Dan – Black Cow

7.       Domenico+2 – Aeroporto 77

8.       Dj Rupture feat. Sister Nancy – Little More Oil

9.       Morphine – Souvenir

10.    Diana Krall - Devil May Care

11.    Giuliano Palma – Gimme A Little Sign

12.    Armando Trovajoli – Un Sacco Bello

13.    Yann Tiersen – La Valse d’Amélie (Piano Version)

14.    Fuzz Against Junk – Latino (Nicola Conte Remix)

15.    The Rapture – Sister Saviour (DFA Vocal Mix)

16.    Talking Heads – Crosseyed And Painless

17.    Kasabian – Processed Beats

18.    Ennio Morricone – Città Violenta (titoli)

19.    Thievery Corporation – Meu Destino (My Destiny)

20.    Trio Mocotö – Chiclete Com Banana

21.    Mo’Horizons – Dance Naked Under Palmtrees

22.    Brian Wilson – Good Vibrations

23.    Buffalo Springfield – For What It’s Worth

24.    Rae & Christian feat. Bobby Womack – Wake Up Everybody

25.    The Smashing Pumpkins – For Martha

26.    Ryuichi Sakamoto – Forbidden Colors (solo piano)

Ultimissime dalla macchinetta

 Sundy Nestlè

Sundy Nestlè

Snack in barretta. Aggregato di cereali, mou (forse) e cioccolato – che fa da collante alla base.
Buono seppur non delizioso. Ideato per gli snack sfigati nei corridoi degli uffici di tutto il mondo.
Prodotto dalla divisione francese della Nestlè.
Credo che in Italia sia distribuito solo per le macchinette poichè nei bar italiani non ve n’è traccia.

Pc: a rischio lo storico accordo tra Ibm e Lenovo

Pc: a rischio lo storico accordo tra Ibm e Lenovo
Alcuni protezionisti statunitensi paventano il rischio di spionaggio tecnologico da parte cinese
(Nicola Bruno – www.itnews.it – 26/01/05)

L’accordo tra Ibm e la cinese Lenovo è a rischio. L’acquisto della divisione pc da parte dell’azienda cinese potrebbe saltare a causa di una nuova ondata protezionistica che si affaccia all’orizzone degli Stati Uniti.
La mega-operazione che avrebbe dovuto creare il terzo gruppo al mondo per la vendita di computer, un acquisto del valore di 1,3 miliardi di dollari, potrebbe non andare in porto a causa di motivi legati alla “sicurezza nazionale”. Alcuni figùri, che potremmo definire “guardiani” dei mercati Usa, stanno seriamente pensando di bloccare questo passaggio di proprietà, paventando il rischio che parte della tecnologia “made in Usa” venga utilizzata dai mandarini per scopi bellici.
Strane motivazioni se si pensa all’interesse della Lenovo, sicuramente più orientato la brand (il prestigioso marchio Ibm, dalla lunga tradizione nel mondo dell’informatica) che alla tecnologia hardware. Questo stesso settore, infatti, ormai presenta pochissime differenze tra Usa e Cina dal punto di vista dello sviluppo. Ferraglia cinese e statunitense si somigliano molto sotto l’aspetto dell’innovazione, se è vero che l’industria informatica a stelle e strisce investe ormai solo l’1% in ricerca e sviluppo hardware.
Per capire fino in fondo le preoccupazioni degli analisti americani forse è necessario fare un balzo indietro di venti anni. Simili timori protezionistici erano molto diffusi quando ad investire ingenti capitali in terra americana erano i giapponesi. Basti pensare alla levata di scudi che si ebbe in occasione dell’acquisto del Rockefeller Center da parte di investitori del Sol Levante. Anche allora in molti paventavano rischi di natura extra-economica; come dire che si aveva paura di alcune derive nello spionaggio industriale e tecnologico da parte di società nipponiche.
Il tempo poi, comunque, dette ragione a quanti non si opposero all’operazione di ”vendita allo straniero”. Lo stesso acquirente giapponese, infatti, da quegli investimenti non ci trasse granché. Anzi. Le stime parlarono di perdite per oltre 2 miliardi solo l’investimento nel palazzo.
Alla Lenovo, tuttavia, non hanno di che preoccuparsi perché le sole voci di fallimento dell’operazione hanno fatto guadagnare al titolo il 6%. Ma non è ancora detta l’ultima parola. Corsi e ricorsi della storia?

Mac mini, prezzo arrotondato. Gli utenti europei si arrabbiano

L’ultimo nato Apple costa 499 dollari in Usa e 499 euro in Europa
Petizione online raccoglie 11 mila firme: "Rispettate il cambio"

Voip, Google si lancia all’assalto delle telecom

Il motore di ricerca pronto ad acquistare un network tlc globale
Secondo molte indiscrezioni vuole entrare nella telefonia online

Good bye Lenin!

Good bye Lenin! 

Good bye Lenin!
di Wolfgang Becker (Germania, 2003)
con Daniel Bruhl, Chulpan Khamatova,
Katrin Sass, Florian Lukas, Burghart Klaussner,
Maria Simon, Michael Gwisdek, Jurgen Holtz

Pellicola molto originale ambientata in Germania Est proprio nel periodo della caduta del famoso, quanto odiato, Muro di Berlino. Ed è proprio intorno a questa storica liberazione che si intreccia la trama di questa pellicola. Una donna viene a sapere dalla polizia (dai servizi segreti) che suo marito è scappato in occidente. Lo shock gli provoca dei problemi psichici ma ciò nonostante, e con grandi sforzi, riesce a tirar su i suoi due piccoli figli. Una volta cresciuto, Alex, suo figlio – il protagonista - milita nel movimento di protesta anti-governativo. Una notte la donna assiste ad un pestaggio della polizia ai danni di suo figlio. Il nuovo shock le provoca un lunghissimo coma. Al risveglio tutto è cambiato. Il muro è caduto, le due Germanie si sono riunificate, tutti fuggono ad Ovest e quelli che rimangono cambiano radicalmente i loro stili di vita. I figli della donna, Alex soprattutto, fanno qualsiasi cosa pur di tenere celate alla loro madre le scioccanti novità.
Note: il regista è originario della Germania Ovest; questo film ha vinto l’orso d’oro al Fesival di Berlino.

Qui la scheda di Cinematografo.it

Videogame: storico accordo tra EA ed il network ESPN

Videogame: storico accordo tra EA ed il network ESPN
Dal 2006 Electronic Arts strappa il marchio ESPN alla concorrente Sega
(Nicola Bruno – www.itnews.it
– 20/01/05)

La Electronic Arts, anche nota come EA, mette a segno un colpo clamoroso. Lo scorso lunedì ha firmato un accordo con il network americano ESPN per utilizzarne il marchio nei suoi videogame sportivi.
In un comunicato ufficiale l’azienda ha dichiarato: “L’accordo farà in modo che i grandi marchi sportivi della serie EA Sports vengano arricchiti dai contenuti televisivi, cartacei e online dell’ESPN; EA potrà anche lanciare sul mercato nuovi giochi sportivi basati sempre sulla licenza ESPN".
La collaborazione avrà una durata di quindici anni e servirà a sviluppare in partnership tutta una serie di videogiochi legati al mondo dello sport. Nello specifico EA pagherà tra i 750 e gli 850 milioni di dollari all’emittente statunitense per poter realizzare ben nove titoli col marchio ESPN – tra questi l’hockey, il baseball ed il football – e per pubblicizzare gli stessi sulle reti dell’emittente.
Lo sfruttamento del marchio e la produzione di titoli video-ludici non riguarderà comunque solo le consolle o la piattaforma pc ma tutti gli apparecchi per l’intrattenimento digitale, cellulari compresi.
La sigla dell’accordo ha un particolare significato perché dal 2006 toglie al diretto concorrente, la partnership tra Take-Two e la giapponese Sega, la possibilità di continuare a produrre la fortunata serie di videogame che da anni si fregiava del marchio del noto network. In questo tipo di accordi, infatti, l’emittente sportiva ESPN, nata dalla joint-venture tra Walt Disney e Hearst Corporation, mette a disposizione dalla sua la riconoscibilità del marchio, l’autorevolezza in ambito sportivo e soprattutto i milioni di spettatori.
Quella di utilizzare il marchio della nota tv è una strategia che finora ha avuto una certa fortuna se si pensa che proprio la newyorkese Take-Two Interactive, in collaborazione con il colosso Sega, aveva costretto la EA a rivedere persino la propria politica di prezzi per non perdere terreno, nonostante fosse l’azienda leader mondiale nel campo dei videogame.
Questa operazione è l’ultima, in ordine di tempo, di una serie di accordi stretti dall’azienda di Redwood City (California) con importanti nomi dello sport americano. Proprio il mese scorso la EA ha siglato un contratto quinquennale con la NFL (National Football League) del valore di circa 300 milioni di dollari, che le permetterà di realizzare in esclusiva i propri videogiochi, utilizzando le divise ufficiali, i nomi dei giocatori e gli stadi delle squadre della massima divisione di football americano.

Grafica: Windows mette le ali ad Avalon

Grafica: Windows mette le ali ad Avalon
Una piattaforma grafica per Longhorn, il nuovo sistema operativo di Microsoft
(Nicola Bruno – www.itnews.it
– 19/01/05)

La realizzazione del nuovo sistema operativo di casa Microsoft viaggia a tappe forzate. Ieri la casa di Redmond ha messo online il nuovo motore grafico che farà da base a Longhorn, la prossima versione di Windows.
Avalon, questo il nome del sotto-sistema grafico, altro non è che un’interfaccia unica attraverso la quale gli sviluppatori potranno fare riferimento per creare grafica avanzatissima con grande semplicità, sfruttando inoltre tutte le potenzialitá delle nuove schede video e delle librerie “Direct X”.
Il file d’installazione, del peso di oltre 250 Mb, comprende sia il motore grafico che il framework per gli sviluppatori che possono testare e creare applicazioni e interfacce compatibili con Avalon. Un’ulteriore novità di Avalon riguarda il supporto per l’XAML, un linguaggio di programmazione per pagine web (markup language) molto simile all’HTML, capace di separare completamente le interfacce grafiche dal codice dei programmi, così da avere una maggiore chiarezza e flessibilitá. Alcune indiscrezioni parlano anche di Sparke, un programma a cui Microsoft starebbe lavorando e che, automatizzando la creazione di interfacce grafiche per l’XAML, potrebbe in futuro entrare in diretta competizione con Macromedia Flash.
Sebbene Longhorn sarà in vendita solo dal 2006 – pare in ben sette differenti versioni – fin d’ora gli sviluppatori possono scaricare dalla sezione “Download center” del sito Microsoft la piattaforma grafica che supporterà il futuro sistema operativo.
Attenzione però: la release che è stata resa pubblica ieri è dedicata ai soli programmatori; il suo stesso nome, “Community Technology Preview”, indica infatti che si tratta di una versione riservata e finalizzata alla sola realizzazione di test nella comunità di tester/sviluppatori. Tra i principali interessati all’operazione ci sono gli iscritti al programma MSDN (Microsoft Developers Network) i quali, tra l’altro, potevano accedervi già dallo scorso Novembre.
Avalon è comunque già in grado di girare sugli attuali sistemi operativi Windows Xp e Windows Server 2003 ma per il momento è vivamente sconsigliato il download a tutti gli utenti consumer.