Blog: arriva la moda del podcasting
La radio fai-da-te dei blogger si può portare in giro sui player di musica digitale
(Nicola Bruno – www.itnews.it – 14/12/04)

L’ultima trovata del mondo dei blog si chiama podcasting. Nulla di rivoluzionario, intendiamoci: si tratta solo di un modo differente ed innovativo di combinare elementi esistenti. La radio esiste da quasi cento anni, l’mp3 da da circa una decade, i blog da poco tempo, mentre i feed RSS potremmo praticamente definirli i neonati della comunicazione online. Ora qualcuno ha pensato di fondere, in un certo senso, questi elementi e dare il via ad una nuova tendenza nella cosiddetta ‘blogosfera’.
Il podcasting altro non è se non la pratica di associare file multimediali ai post di un blog. Qualcosa che era possibile fare sin dal primo giorno in cui sono apparsi online questo tipo di diari. Ora però di nuovo c’è che gli aggregatori di notizie hanno sviluppato la capacità di riconoscere quando il post di un determinato blog oltre al testo, presenta un allegato, per così dire multimediale.
La maggior parte degli sviluppatori di ‘feed-aggregator’ sta apportando modifiche al software proprio in questo senso. Adam Curry, ex veejay di Mtv, è tra i pionieri di questa nuova moda. Gli va riconosciuto il merito di aver accelerato la diffusione di questa pratica anche perché ha collaborato con l’inventore dei feed RSS, David Weiner, alla creazione di iPodder, uno dei primi aggregatori per podcast.
Questo nuovo sistema di gestione di contenuti si articola su due fronti: su quello della distribuzione troviamo un blogger che registra programmi radiofonici (il più delle volte autoprodotti) e li mette a disposizione della comunità. Sul versante della fruizione, invece, la pratica è più articolata ma ugualmente semplice: si scaricano i file allegati al post in locale, ossia sul proprio pc, si trasferiscono sul player mp3 portatile e quindi si è liberi di ascoltarli in qualsiasi posto ci si trovi.
Che questa di ascoltare i file audio sui player portatili sia la pratica più diffusa è alquanto evidente. Lo stesso nome podcasting, coniato da Ben Hammersley in un articolo di ‘The Guardian’, deriva ‘iPod’, il più diffuso lettore di musica digitale al mondo. Non che questo apparecchio sia l’unico sul quale sia possibile fruire gli audio-post ma non ci sono dubbi sul fatto che esso eserciti un fascino esagerato sulle comunità dei blogger, le più avanzate dal punto di vista tecnologico.
Il contenuto dei podcast è il più vario. Il più delle volte si tratta di file audio in formato mp3 ma ovviamente il blogger è libero di metterci anche un filmato. Al momento è possibile trovarci soprattutto dei contenuti di tipo radiofonico: delle interviste, la stessa lettura dei post ai quali erano associati, musica d’ambiente, classifiche dei brani preferiti dall’autore, ecc. In questo caso di sicuro il messaggio non è la cosa più innovativa. È il mezzo ad essere re-inventato. La piccola rivoluzione avviene in ambito di fruizione. La radio, se così è ancora lecito chiamarla, diventa più che personalizzata. Non si tratta nemmeno di scelta tematica dei contenuti, si va oltre. Ognuno può scegliere davvero cosa sentire: qualsiasi genere (anche più generi mescolati) ed in qualsiasi ordine. Non solo. Il suono non è più ancorato ad un luogo fisico. Con il podcasting la radio non si ascolta più a casa, in ufficio, in macchina. La radio è sempre con noi.