Tutti gli uomini del presidente

Tutti gli uomini del presidente

di Alan J. Pakula (Usa, 1976)
con Robert Redford, Dustin Hoffman

Stupendo film di Alan J. Pakula. Una pietra miliare della cinematografia made in Usa. Racconta una storia realmente accaduta, qualosa che sconvolse gli Stati Uniti negli anni’70: l’inchiesta giornalistica portata avanti da due giornalisti del Washington Post (Bob Woodward e Carl Bernstein) che costrinse l’allora presidente, Richard Nixon, a dimettersi dalla Casa Bianca. Il famoso scandalo Watergate è messo in scena dalla prospettiva di chi ne fu protagonista: i due reporter del ‘Post’, proprio perchè dal loro libro è stato tratto il film. Molto ben curato l’aspetto tecnico/professionale dell’inchiesta: i rapporti tra giornalisti, capi-redazione, direttore, editore, poteri politici, la ricerca delle fonti, la loro attendibilità, la loro protezione, la difficoltà nel cercare la verità, nel farla emergere e così via. Interessante l’incastro con le vicende politiche che si agitano sullo sfondo e che sono conseguenza diretta di quanto i due ‘piccoli’ giornalisti scovano e raccontano sulle pagine del loro quotidiano. I filmati d’epoca danno l’idea che tutto ciò si svolga lontano, in maniera completamente distaccata dalla realtà che i protagonisti vivono, nonostante siano proprio questi ultimi a condizionarla significativamente. Nel finale, ad esempio, sullo sfondo dell’inquadratura Woodward/Redford è tutto concentrato a battere a macchina un articolo sul Watergate, proprio mentre la tv (in primo piano) manda le immagini di Nixon che giura sulla Costituzione la sua ri-conferma alla carica di Presidente. Nel momento della resa dei conti, dunque, nessuno esulta, nessuno si deprime. Ognuno continua nel suo ruolo: la politica con le sue magagne da una parte, il gionalismo “watch-dog” dall’altra. Inutile sottolineare le ottime prove d’interpretazione di Redford e Hoffman. Molto bravi anche gli altri giornalisti che compongono la redazione del Washington Post, su tutti Jack Warden (capo-redattore dei due protagonisti) e Jason Robards (già visto in ‘Magnolia’ interpretare il vecchio padre morente di Tom Cruise/Frank Mackey). Molto affascinanti le location: la redazione del quotidiano, le strade di Washington, il garage in cui Woodward si incontra con ‘Gola Profonda’, la biblioteca del Congresso, ecc. Sarebbe interessante riguardarsi il film ‘La seconda guerra civile americana’ e cercare dei punti di contatto (o delle differenze) con questa pellicola, soprattutto per quanto rigurda l’analisi sul rapporto media/politica, sulle pressioni che il cosiddetto quarto potere subisce e che, a sua volta, esercita.

La scheda di Cinematografo.it
Il punto di vista del GiovaneCinefilo Kekkoz.