Quiz show

Quiz show

di Robert Redford (Usa, 1994)
con
John Turturro, Ralph Fiennes, Paul Scofield
Martin Scorsese, Mira Sorvino, Rob Morrow

Pellicola ben fatta. Storia interessante che delinea la cinicità del mondo della tv commerciale, affiancandola ad alcuni buoni sentimenti come la stima e l’amicizia. Morale della favola: la popolarità ed il successo durano poco. In un batter d’occhi danno fama e denaro e in un altro se le riprendono. Film basato su di una storia vera e tratto dal romanzo omonimo scritto da Richard Goodwin (nella pellicola rappresentato da Rob Morrow). Bravissimi tutti gli attori. John Turturro dovrebbe prendere un oscar a film per le assurde espressioni che riesce a fare. Spassoso il quadretto che riesce a tracciare di una famiglia ebrea residente in un quartiere popolare di New York. Bravissimo anche Fiennes ad interpretare il professorino di famiglia coltissima che si fa allettare dal denaro facile: dandy, colto, timido e simpatico allo stesso tempo. Martin Scorsese sorprende; riesce a dare il meglio di se sia dietro la macchina da presa che davanti. Qui lo vediamo nei panni di un ricco e distinto imprenditore, proprietario di una grande azienda di cosmetici ed investitore pubblicitario. E’ lui a tirare le fila della trasmissione sponsorizzata dal suo prodotto (il Gerital). Impressionante la sua sfacciataggine davanti ai guidici del processo. Eccellente la saggezza che traspira dal volto, dai gesti e dalle parole di Paul Scofield, qui nei panni del poeta Mark Van Doren, padre del giovane professorino concorrente al quiz “21”. Molto bravi anche Rob Morrow e David Paymer. La faccia stralunata di quest’ultimo e i suoi occhialoni dalla montatura nera (tipicamente sixties) sono uno spasso. Mi chiedo ancora una volta come sia possibile che Mira Sorvino faccia parte del dorato mondo di Hollywood… non è nemmeno poi così bella… Dopo aver diretto questo capolavoro, poi, non mi spiego come abbia potuto Robert Redford realizzare un film come “L’uomo che sussurrava ai cavalli”.

Interessante leggere le critiche nella scheda di Cinematografo.it