eBay e Virgin all’attacco degli online music shop

eBay e Virgin all’attacco degli online music shop
Due nuovi competitor nel mercato della vendita di musica tramite web

(Nicola Bruno – www.itnews.it – 27/09/04)

Il mercato della vendita di musica online vale milioni di dollari. O almeno questo è quello che suppongono le varie compagnie che di mese in mese si affacciano in questo settore. Buone ultime eBay (il più grande sito di aste online al mondo) e Virgin (la multinazionale fondata da Mr. Richard Branson).
La casa di aste più famosa nel web recentemente ha stretto un accordo con PassAlong Networks per la fornitura della tecnologia che le permetterà di fornire ai suoi utenti un immenso catalogo di brani musicali.
Quest’archivio, pur presentandosi con ‘sole’ 200 mila tracce, ben presto arriverà ad offrirne sino a 500 mila, includendo gran parte dei cataloghi di 4 major del disco (Warner Music, Bmg, Emi e Universal Music Group) e di alcune etichette indipendenti. L’intesa permetterà agli utenti di scaricare musica a 99 centesimi di dollaro per brano, attraverso il sistema di pagamento PayPal, già sfruttato dallo stesso sito per la riscossione delle offerte proposte nelle aste.
La Virgin, invece, sebbene arrivi circa 18 mesi dopo il sistema iTunes della Apple, ha deciso di fare comunque le cose in grande, affidando la controllata ‘Virgin Digital’ a ‘MusicNet’, un rivenditore all’ingrosso già abbastanza affermato nella Rete.
La forza di questa grande azienda risiede quasi tutta nel marchio; possedere negozi di musica in diversi stati ed essere già conosciuti dagli acquirenti è sicuramente un punto a favore del colosso di Branson. Non tutti i suoi avversari possono vantare lo stesso vantaggio competitivo. Per ammissione del suo presidente, Zack Zalon, la Virgin si rivolge allo stesso mercato dei suoi ‘competitor’ ma diversamente: «[… i nostri rivali] sono compagnie del settore tecnologico che forniscono servizi musicali, noi siamo una compagnia musicale che fornisce servizi tecnologici. Noi guardiamo le cose in modo differente».
In effetti questa è la prima compagnia del settore musicale che arriva laddove finora hanno investito solo aziende hardware, software e hi-tech in genere; alcuni ritengono che questa potrebbe essere sul serio la volta che si sperimenta la costruzione di un ponte tra il mondo musicale off-line e quello on-line. I servizi offerti da Virgin nel campo della musica digitale – afferma Zalon – sono stati avviati dopo mesi di ricerche, usando delle interviste informali per sondare i gusti e le tendenze dei cosiddetti acquirenti ‘mainstream’. In questo modo si è scoperto che molti fanno confusione tra i servizi offerti dalle varie aziende e che hanno difficoltà a reperire musica sui loro pc. Appunto per questo, i lettori e le interfacce grafiche a marchio Virgin avranno un aspetto molto semplice e familiare, rivolto anche a chi si intende poco di musica digitale.
Il “Service Music Club” (questo il nome del servizio) praticherà prezzi meno cari per lo streaming (in numero illimitato al costo di 7,99 dollari al mese – 2 in meno di Real Networks e di Napster), ma uguali per il download (sempre 99 centesimi a brano). Il suo catalogo però da subito metterà a disposizione un jukebox da un milione di brani.
Gli analisti a denti stretti ammettono che quello della musica online sta diventando un mercato affollato (ricordiamo anche l’MSN Music Club di Microsoft, l’iTunes di Apple, Napster di Roxio, il sito della Sony e quello di Real Networks). Tuttavia, se i grandi nomi ci si stanno buttando a capofitto, qualcosa da guadagnare deve pur esserci.










Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

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