Il floppy va in pensione?
Tutti aspettano questo momento ma in molti ancora lo usano

(Nicola Bruno – www.itnews.it – 08/09/04)

Quanto tempo ci vorrà perché il floppy sparisca definitivamente dalla nostra vita?
È una domanda che molti iniziano a porsi. Chi acquista un pc portatile di questi tempi difficilmente vi trova installato un lettore di floppy. In Italia allo stato attuale una bassissima percentuale di notebook monta ancora questo driver, soprattutto quelli ultraleggeri di fascia alta/professional.
Le motivazioni di tale scelta sono molteplici. Innanzitutto l’arrivo sul mercato di sistemi alternativi per il salvataggio dei dati. Il CD su tutti. Sempre più uffici e sempre più famiglie dispongono di un masterizzatore cd. Senza contare quelli che dispongono già della tecnologia successiva, il DVD (nei suoi molteplici formati: DVD-RAM, DVD+, DVD-). Anche le cosiddette “chiavette USB” si stanno dando da fare nella gara all’estinzione del caro vecchio floppy. Questi piccoli hard-disk portatili (anche noti come USB Flash Drive) si stanno diffondendo letteralmente a macchia d’olio. Il loro principale vantaggio consiste nel fatto che non necessitano di installazione sui più recenti sistemi operativi e che dispongono di capacità davvero elevate.
La capacità di salvataggio è quindi un’altra fattore che svantaggia il floppy. Se si tiene conto che esso può contenere solo 1,44 Mb, il CD risulta quasi 500 volte e il DVD vergine oltre 3000 volte più capiente. Le chiavi USB non arrivano a questi livelli di capienza (i tagli più diffusi sono quelli da 64, 128 e 256 Mb) ma si dimostrano comunque pratiche e presentano ormai dei costi davvero irrisori anche per il mercato consumer.
Bisogna dunque chiedersi se il costo è da ritenersi un altro fattore rilevante per l’imminente definitiva scomparsa del dischetto ‘molliccio’. In realtà un floppy non arriva mai a costare più di un euro (soprattutto se acquistato nelle confezione da 10 pezzi). Anche il cd presenta costi simili, mentre il DVD può raggiungere anche i 5 euro (a seconda dei formati). Per la chiavetta bisognerebbe fare un discorso a parte perché si entra in un ordine di prezzi decisamente diverso (decine e centinaia di euro) ma metterlo sullo stesso piano di floppy o cd sarebbe un inganno. Il drive USB ha una durata notevolmente superiore ai supporti magnetici o ottici e soprattutto può essere riscritto milioni di volte senza perdere in qualità. Ingiusto non citare anche i vantaggi delle sue dimensioni: le dimensioni ridotte e il peso (simile a quello di un pacchetto di sigarette) lo rende molto più “portatile” di un qualsiasi floppy, CD o DVD.
Ad essere sinceri non bisogna dimenticare che il floppy che conosciamo noi oggi (quello ad alta densità da 3 pollici e mezzo con la finestrella scorrevole in alto), ha già fatto le scarpe a sua volta ai suoi genitori, ossia a quello a bassa densità, e a quello veramente ‘floppy’: il disco da 5,25 pollici.
Alcune aziende come la Dell, (società numero uno al mondo nel settore dei sistemi di computer) già dal 2003 hanno eliminato questi drive dai loro nuovi modelli. Altre sono più caute. “Finchè i nostri clienti ce lo chiederanno noi continueremo ad offrirlo” – questa l’opinione a riguardo di Lisa Emard, portavoce della Gateway Inc.
Tutti, insomma, sanno che da un giorno all’altro il floppy sparirà ma ancora questo standard non è caduto nel dimenticatoio, tant’è vero che le stesse aziende che lo eliminano dai propri computer, vendono anche il driver esterno collegabile via USB, hai visto mai che ci fosse in giro ancora qualche nostalgico!
Cosa fare, allora, se si vuole trasferire un file di piccole dimensioni tra due pc non proprio nuovi? Cosa fare se non si dispone di una connessione ad Internet, non si vuole sprecare un cd vergine per pochi dati o non si possiede una chiavetta USB? Senza il floppy, forse sarebbe difficile rispondere a questo quesito.