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Ericsson chiude la divisione Bluetooth

Ericsson chiude la divisione Bluetooth
L’azienda svedese smantella la divisione composta da 135 dipendenti
Nicola Bruno – www.itnews.it - 30/08/04

La Ericsson, nota azienda produttrice di cellulari, ha deciso di chiudere la propria divisione che si occupa di studiare e migliorare il sistema Bluetooth, nonostante da tempo fosse tra i suoi principali sviluppatori.
La tecnologia Bluetooth per il cosiddetto “personal area networking” non è altro che un sistema radio a corto raggio in grado di connettere tra loro apparecchi come pc, notebook, palmari, telefoni cellulari, ecc. Le sue onde radio possono raggiungere al massimo i 10 metri di distanza ma hanno una discreta larghezza di banda che ammonta a 720 Kilobit per secondo (velocità di picco), come a dire quasi il doppio di un normale collegamento via modem.
Al momento i suoi principali utilizzi riguardano gli auricolari wireless per cellulari di fascia alta (si pensi a quella nota casa automobilistica giapponese che l’ha inclusa nell’abitacolo di un suo modello di utilitaria) e porte di connessione per portatili e palmari di ultima generazione.
Pur non avendone dato ancora l’annuncio ufficiale, la società svedese ha già iniziato a smantellare la sezione Bluetooth composta da 135 dipendenti tra ricercatori e sviluppatori, gran parte dei quali sarà reintegrata in altri rami della stessa azienda. Per la precisione gli studi e il know-how di questi super-esperti verrà integrato nell’Ericsson Mobile Platform group, un team di cervelloni già al lavoro su altri progetti riguardanti il mondo della telefonia mobile.
Insomma la Ericsson ha pianificato di non continuare a sviluppare progetti inerenti il sistema Bluetooth; ciononostante continuerà a supportare i venditori esistenti e a integrare questa innovativa tecnologia nei suoi apparecchi ad alta tecnologia.
Senza dubbio investirà ancora nella tecnologia del ‘dente blu’, tant’è che rimarrà nel Special Interest Group, un consorzio che raggruppa un consistente numero di aziende hi-tech fortemente interessate a questo potente sistema di trasmissione radio.








Internet, la jihad prevista non c’è

Kaspersky ridimensiona l’allarme su un attacco imminente
Ma avverte: “Presto o tardi gli estremisti aggrediranno il Web”

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E in Russia prevedono “un attacco di massa entro poche ore”

Le braghe del padrone

Le braghe del padroneLe braghe del padrone

Le braghe del padrone

di Flavio Mogherini (Italia, 1978)
con Enrico Montesano, Adolfo Celi, Paolo Poli,
Milena Vukotic, Felice Andreasi, Enrico Beruschi

La trama da Cinematografo.it
Vittorio Pieroni, modestissimo pulitore di finestre, tira a campare senza che gli arrida la fortuna professionalmente e neppure amorosamente poiché la sua relazione con Lilla, hostess dell’Alitalia, si trascina improduttiva. Un giorno, però viene assunto dalla “Supreme Edizioni” ove il Presidente Eugenio e costretto a colmare il numero di 2000 dipendenti affinché il computer aziendale funzioni. Sperduto nella macroscopica azienda, Vittorio viene avvicinato dal Diavolo che lo sospinge alla scalata sociale. Il giovanotto comincia con il defenestrare il dottor Verzelli dal suo dorato seggio; quindi, attaccandosi all’architetto Silvestri insidia la poltrona del Vicepresidente De Dominicis. Con un lungo sciopero della fame diviene clamoroso rappresentante della bassa forza; ma non andrebbe più lontano se il Presidente non si trovasse nella necessità di mettere al sicuro dal fisco i 10 miliardi di utile dell’anno. Il Pieroni si presta alla manovra di finto rapimento e riscatto; diviene Vicepresidente sino a che Eugenio non lo ritiene troppo scomodo e non lo silura; “padroni si nasce e non lo si diventa”. A Vittorio, ancora ispirato dal suo Mefistofele, non rimane che emigrare a Torino ove potrà insidiare la presidenza di una grossa industria automobilistica diretta da un certo avvocato.

La scheda di www.mymovies.it
La scheda di Virgilio film





A proposito di Schmidt

A proposito di Schmidt

A proposito di Schmidt
(About Schmidt)

di Alexander Payne (Usa, 2002)
con
Jack Nicholson, Kathy Bates,
Hope Davis, Dermot Mulroney, June Squibb

Un bel film, senza infamia e senza lode. Da vedere. La semplice storia di un neo-prensionato 66enne. Con le manie ed i problemi di un uomo della sua età (peraltro vedovo). Perfetto quadro di una vita mediocre. Uno spaccato dell’America di tutti i giorni, quell’America lontana dai lustrini della capitale del cinema o dalle metropoli. Grande interpretazione del protagonista, mr. Jack Nicholson. Ultimamente gli affidano dei ruoli adatti alla sua età (vedi anche ‘Tutto può succedere’) e bisogna ammettere che è molto bravo nell’accettare e nel recitare tali copioni. Da oscar l’ultima commovente scena. Buona interpretazione anche per Kathy Bates (credo che molti la ricordino per ‘Misery deve morire’). Sorprende vedere Dermot Mulroney (lo sposo dei ‘Il matrimonio del mio migliore amico’) nella veste dello sposo incompetente della figlia del sig. Schmidt.

La scheda di Cinematografo.it




I diari della motocicletta

I diari della motocicletta

I diari della motocicletta
(Diarios de motocicleta)

di Walter Salles (Argentina, Brasile, Cile, Perù, Usa, 2003)
con Gael Garcia Bernal, Rodrigo De La Serna

Un road movie. Due ragazzi attraversano l’America latina longitudinalmente da Sud a Nord. Sono giovani e avventurosi. Il lungo viaggio, le sue asperità, gli incontri e gli uomini in cui si imbatteranno li faranno maturare. Questa è la storia vera (molto romanzata) del viaggio che Ernesto Guevara (meglio noto come “il Che”) intraprese all’età di 23 anni in compagnia del suo migliore amico Albeto Granado, sei anni più grande di lui. Di ciò che questi due ragazzi sono diventati dopo il loro viaggio, nel film non vi è che un accenno. Sono ragazzi che via via si vanno formando e questo film non è che un sunto di ciò che hanno esperito attraversando tutto il continente meridionale americano.

La scheda di Cinematografo.it



Frodi online a portata di tutti – Su Internet c’è il kit fai da te

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Inaugurato un sistema che sfrutta le acque gelate dell’Ontario
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Sony lancia la nuova generazione di lettori e-book

Sony lancia la nuova generazione di lettori e-book
Il Librié monta per primo l’innovativo schermo ad inchiostro elettronico
(Nicola Bruno – www.itnews.it – 25/08/04)

Sony lancia un nuovo e-book reader ed apre una finestra su una nuova tecnologia.
L’apparecchio porta il nome di Librié (o più precisamente Sony Librié EBR 100-EP) e ad un primo sguardo potrebbe sembrare un normalissimo lettore di e-book. Una piccola biblioteca personale portatile, insomma. Invece, la principale novità che porta in dote riguarda il display. Il Librié è il primo e-book reader ad usare una tecnologia per lo schermo sviluppata in collaborazione da E-Ink e Philips (il colosso olandese dell’elettronica). Il nuovo display ha dalla sua l’essere estremamente sottile ed economico (dal punto di vista del risparmio energetico) e il possedere una grande leggibilità per ogni angolo di visuale. In pratica si tratta di carta elettronica a tutti gli effetti (dal momento che è stato battezzato proprio come ‘inchiostro elettronico’).
Tecnicamente l’elettronic-ink non è altro che un display elettroforetico incapsulato, ossia milioni di minuscole capsule polarizzate (alcune bianche-positive, altre nere-negative) che galleggiano in un microscopica intercapedine di liquido. Nel momento in cui viene loro applicata una carica elettrica le microcapsule si dispongono in modo da formare nel loro insieme un testo leggibile, qualcosa dotato di un contrasto molto più alto di un normale quotidiano carteceo. I bassi consumi di questa tecnologia sono dovuti allo stato di quiete temporanea delle cariche: una volta tracciato il testo, le cariche permangono nel loro stato affinché non le arriva una nuova carica che le sistema in un nuovo testo; una scarsa quantità di energia è perciò necessaria per mantenere a lungo un’immagine sul display.
Al momento l’E-Ink viene realizzato solo sotto forma di schermo rigido ma ben presto sul mercato arriveranno anche versioni addirittura arrotolabili o rilegabili. Le applicazioni di tale invenzione sono davvero stupefacenti e si possono solo immaginare (per ora): cellulari, palmari e lettori mp3 arrotolati in tasca, orologi da polso sottili come fogli di carta, carte geografiche costantemente aggiornate, ecc.
Se è vero che Sony con questo nuovo gingillo elettronico apre una nuova era per i ‘topi di biblioteca’, è pur vero che non è tutto oro quello che luccica, ossia anche questo apparecchio presenta delle caratteristiche che non agevoleranno la sua diffusione.
Mi spiego. Il Librié può leggere solo testi in formato proprietario Sony – denominato ‘BroadBand e-Books’ (BBeB); i più diffusi standard testuali come il txt (documenti testuali non formattati), l’HTML, l’Adobe PDF (portable document format) e il doc di Microsoft Word non sono affatto supportati. In BbeB ad oggi sono disponibili solo 1139 titoli, gran parte dei quali in giapponese. Nessun quotidiano o magazine è ancora disponibile in questo nuovo standard. Non solo. Il solo modo per leggere testi su questo e-book reader è acquistarli (per 2,75 $) dall’unico sito che li vende, Timebook Town, e fruirli nel giro di 60 giorni. Scaduto tale lasso di tempo il testo diventa inaccessibile, a meno che non lo si ri-acquisti. Come a dire che i testi possono solo essere affittati.
Questo sistema proprietario di protezione del copyright Sony lo chiama ‘Open MG’ ma sembra un eufemismo poiché di open, aperto, libero c’è ben poco. A conti fatti pare che ancora una volta gli interessi di autori ed editori contino più di quelli degli utenti/lettori.









Io no spik inglish

Io no spik inglish

Io no spik inglish

di Carlo Vanzina (Italia, 1995)
con Paolo Villaggio, Paola Quattrini,
Chiara Noschese, Laura Migliacci

Perchè vedere un film dei vanzina? Di solito è tempo, se non anche denaro, sprecato. Mai dimenticare, però, che anche le cose non belle vanno viste. Se non altro per essere certi che proprio non sono da vedere. Ad ogni modo a guardare questo film ancora una volta ci si chiede come mai Villaggio abbia speso gran parte della sua carriera a fare film di questo tipo. Un attore come lui (perchè non è la sua bravura che si discute) avrebbe potuto fare tanto altro cinema di maggior spessore e fattura. In questa pellicola troviamo anche Laura Migliacci in una particina, forte sicuramente di quelle briciole di notorietà che il programma televisivo “Non è la rai” in quegli anni le stava dando. Senza dimenticare che rimane sempre la figlia del noto paroliere Franco Migliacci. Discrete le interpretazioni di Paola Quantrini (nei panni dell’antipatica moglie del protagonista) e di Chiara Noschese (nei panni di una ‘lucciola’ in trasferta a Londra).

La scheda di Cinematografo.it