Kill Bill volume 1Kill Bill volume 2

Kill Bill
(volume 1 e 2)

di Quentin Tarantino (USA, 2003-2004)
con Uma Thurman, David Carradine, Lucy Liu,
Daryl Hannah, Samuel L. Jackson, Vivica A. Fox,
Michael Madsen, Julie Dreyfus, Chia Hui Liu (Gordon Liu)

Ultima fatica per Quentin Tarantino. Il suo quarto film dietro la camera da presa (così dicono i titoli) se si esclude la pellicola del ’96 “Dal tramonto all’alba” di cui ha solo scritto la sceneggiatura. Bravissimo nel rifare il verso ai film giapponesi di arti marziali, a quelli cinesi che le tv locali trasmettono di notte in “heavy-rotation” e agli spaghetti-western. Citazioni tutte dichiarate, tant’è vero che nei titoli di coda appaiono ringraziamenti a tutti quei registi che da sempre Tarantino prende come fonte di ispirazione (Corbucci, Leone, Hitchcock, ecc.) Film di maniera si potrebbe forse dire. Sarebbe però riduttivo perchè la storia è simpatica ed intriga abbastanza. Viene quasi voglia di leggere il romanzo da cui è tratto, ossia “The Bride” (soggetto di Q & U, cioè di Quentin e Uma). Tutto sommato Tarantino ha fatto sicuramente di meglio. “Pulp Fiction” e “Jackie Brown” sono decisamente una spanna sopra. Il film scorre abbastanza gradevolmente (il secondo volume più del primo), se non fosse per quei venti minuti di inutile battaglia kung-fu tra la sposa e Cottonmouth che potevano esserci risparmiate senza far perdere il bechè minimo senso all’intera opera. Il film vuole fare il verso alla cinematografia giapponese tutta-arti-marziali degli anni ’70, d’accordo, ma qui mi sembra che si esageri un po’. D’altronde di piccoli scontri e pestaggi il film è pieno e perciò il rifermento è bello che evidente! Perchè insistere? Era proprio necessario reiterare continuamente lo splatter del sangue che sprizza daii punti del corpo in cui sono state mozzate delle parti? Al sottoscritto, più che altro, questa uscita cinematografica sembra tutta una grande trovata promozionale fatta ad uso e consumo di quei numerosi fanatici della cultura giapponese, fatta di arti marziali, filosofie esistenziali, manga, anime, varie ecc. Non si fraintenda; la trovata del manga-flashback sulla storia di del killer Cottonmouth è davvero molto benfatta, oltre che orignale. Stupendo il tratto, l’animazione e la colonna sonora del cortometraggio animato.
Man mano che il film volgeva verso il termine si aveva sempre più la sensazione che il regista stesse prendendo in giro l’intero pubblico degli spettatori. Una domanda che viene spontaneo porsi è: perchè pellicole come “Rambo” o “Commando”, in cui il protagonista affronta un impossibile combattimento “uno contro tutti”, vengono considerate “americanate” propagandiste e machiste, mentre Kill Bill, con lestesse dinamiche “spaccone”, si ritrova ad essere osannato dal pubblico e dalla critica come capolavoro? Mistero.
Note a margine.
1. Non sono stato ammaliato dalla presunta bellezza delle signore Thurman, Liu e Hannah. A mio modesto parere l’essere femminile che in questo film trasuda maggior fascino è mademoiselle Julie Dreyfus, il braccio destro della perfida “Cottonmouth”.
2. La scena della testa mozzata dal capo-clan ci sembra un chiaro riferimento alle gesta del personaggio di Al Capone in “Gli intoccabili”.
3. La Thurman si autocita quando ripete il gesto della quadratura già magicamente sottolineato dai trattini in “Pulp Fiction”.

4. Deliziose le espressioni sul viso segnato del grande David Corradine, incorniciate in quelle inquadrature che fanno tanto “Mezzogiorno di fuoco”.
5. Eccellente, seppur irriconoscibile, Samuel L. Jackson nel ruolo di Rufus, l’organista della chiesetta di El Paso che ha suonato con tutte le più grandi black-band dell’epoca Blaxploitation passate per il Texas.
6. La divisione del film pare sia dovuta all’eccessiva durata e alle presunte pressioni che la casa di produzione avrebbe fatto sul regista. Presunte.
7. Buon al colonna sonora. Utilizza brani di Morricone, Bacalov, Nancy Sinatra, Isaac Hayes, Quiny Jones. I brani originali sono stati affidati al rapper RZA (membro dei Wu-Tang Clan). Stupisce l’utilizzo di “Don’t Let Me Be Misunderstood” nella versione di Santa Esmeralda per un combattimento e di “Good Night Moon” degli Shivaree per i titoli di coda del volume 2.

La scheda di Cinematografo sul volume 1 e sul volume 2
La biografia di Quentin Tarantino su Trovacinema
Recensioni con opinioni diverse da CentralDoCinema