Andata + Ritorno

A/R Andata + Ritorno

di Marco Ponti (Italia, 2004)
con Libero De Rienzo, Vanessa Incontrada,
Remo Girone, Kabir Bedi, Ugo Conti

Se avete visto Santa Maradona questo è il film per voi. Stesso regista, stesso attore, stesso film (o quasi). Gradevole. Molto. Simpatico. Abbastanza. A volte forza la mano per strappare un sorriso di troppo ma davvero non ce n’è bisogno. Questo, dunque, è il follow-up di “Santa Maradona” e lo si capisce benissimo. Anche la colonna sonora è affidata agli stessi musicisti della prima pellicola di Marco Ponti: i Motel Connection. La suoneria di un personaggio richiama tristemente il brano “Two”, mentre in una scena si ri-utilizza proprio uno dei pezzi principali della scorsa colonna sonora “All over”. La storia è poco originale. Di truffe è pieno il cinema. Anche in Santa Maradonasi parlava di affitti da esigere, così come di minacce e possibili ritorsioni. Tutto sommato dei tocchi di orginalità ci sono. De Rienzo ha la faccia giusta per certe battutine e come attore è davvero bravo. Peccato però che nel fil precendete era molto più divertente. A volte si filosofeggia un po’ ma niente di insopportabile. Per fortuna almeno lui non le corre dietro. Diciamo così. Ottima interpretazione per Kabir Bedi. Qui lo vediamo nella parte della figura adulta e bonaria che supplisce alle mancanze del simpaticissimo padre del protagonista (Remo Girone). Quest’ultimo enlla veste di galeotto con un grande senso dell’umorismo. Buona seconda prova anche per la Incontrada. Non indossava degli occhiali da sole e non era doppiata. Direi che ha fatto dei notevoli passi avanti. Ugo Conti ha poche battute ma la faccia basta e avanza.

Cinematografo.it
LA TRAMA
Dante, stanco di fare il pony express in bicicletta, vuole andarsene via, lontano da tutto e da tutti. Nina è nata in Spagna e fa la hostess ma vive fra le nuvole anche quando è a terra. I due si incontrano per caso in aeroporto ma il loro incontro è problematico perchè lei è molto distratta e lui è un cialtrone che frequenta cattive compagnie.
CRITICA
“Occhio a Marco Ponti, se già non lo tenevate d’occhio da ‘Santa Maradona’. Con il cinema ci sa fare, se fosse un pesce sarebbe la sua acqua. Impressiona, senza offesa, che il film sia fatto di niente: uno scintillante involucro che non contiene quasi nulla. Erano meglio quegli esordi italiani che avevano o sembrava avessero molte cose da dire e le dicevano male, oppure questo che non hanno o sembra non abbiano da dire ma lo dicono benissimo? Nessun dubbio, la seconda. I contenuti fanno in tempo a maturare, se si sa raccontare. Del resto, per dirne uno che ha fatto scuola, Tarantino docet. (…) La notte d’amore tra i due è tanto assurda quanto da memorizzare tra le scene d’amore più riuscite di sempre, e Vanessa Incontrada è incantevole come Julie Christie. Anche il resto, citazione velocizzata de ‘I soliti ignoti’, fila come olio. Complimenti, un mazzetto di dieci giovani registi così – forse ci siamo – e il cinema italiano può smetterla di piangersi addosso.” (Paolo D’Agostini, ‘la Repubblica’, 2 aprile 2004)
“Troppa carne al fuoco impedisce a quest’opera seconda di Marco Ponti di ripetere il felice risultato del suo film d’esordio, ‘Santa Maradona’. Qui l’autore appare in bilico fra i contrastanti modelli di ‘Fino all’ultimo respiro’ e ‘I soliti ignoti’; e forse avrebbe fatto bene a dimenticare gli ormai obsoleti avanguardismi godardiani accettando di confessarsi nipotino di Monicelli. Simpatica è l’apparizione dell’ex Sandokan, Kabir Bedi, che impartisce in un gradevole italiano le istruzioni ai rapinatori dilettanti; e se Vanessa Incontrada è davvero bellissima, De Rienzo rispecchia nel suo personaggio le indecisioni del film.” (Tullio Kezich, ‘Corriere della Sera’, 3 aprile 2004)