Memento

Memento

di Christopher Nolan (USA, 2000)
con
Guy Pearce, Joe Pantoliano, Jorja Fox,
Carrie-Anne Moss, Callum Keith Rannie

Dallo stesso regista di “Insomnia” e dell’imminente “Batman begins” un film che ha tutti i presupposti per essere una bel noir (come si diceva una volta). Peccato per la storia. Pare che ci sia invece non c’è. Tutto scorre liscio eppure si arriva ad un finale inesistente che lascia decisamente a bocca asciutta. Originalissimo il montaggio. Le immagini iniziano a raccontare dalle conseguenze e pian piano, metodicamente risalgono alle cause attraverso l’uso di tanti flashback. Molto bravi gli attori. Estremamente simpatico Joe Pantoliano nel ruolo del doppiogiochista Teddy. Il protagonista (Guy Pearce) forse ha una faccia poco adatta per una parte del genere (troppo bravo ragazzo) ma recita eccellentemente il ruolo dello smemorato e/o del vendicativo (a seconda dei momenti). Domanda: dove risiede il tanto acclamato fascino di Carrie-Anne Moss? Questa pellicola, come direbbe il Coletta, non è “la mia cup of tea” ma bisogna vederla.

Il link ufficiale ancora funzionante: www.otnemem.com

LA TRAMA di Cinematografo.it

Un macabro omicidio scorre al contrario sullo schermo. Inizia un thriller i cui momenti iniziali scorrono a rovescio. Metafora del tempo della vita nel viaggio mentale di una persona che ha perso la memoria. Una vita fatta di fotografie, tabelle, appunti e tatuaggi attraverso i quali quest’uomo cerca di ricostruire la propria identità. Leonard Shelby indossa abiti molto costosi, guida una jaguar berlina, ma vive in un anonimo alberghetto pagando i conti con grossi rotoli di contanti. La sua unica preoccupazione è quella di rintracciare e punire l’uomo che ha violentato e ucciso sua moglie. L’impresa è resa difficile dal fatto che Leonard soffre di una rara malattia: una incurabile forma di perdita della memoria. Nonostante sia in grado di ricordare dettagli della propria vita prima di quel fatto, Leonard non ricorda invece niente di ciò che è accaduto quindici minuti prima. Per evitare questo inconveniente, Leonard ha pensato di tenere a mente quello che dice e quello che fa attraverso fotografie, cartelline, tabelle, tatuaggi e altre consuetudini che rimpiazzano la memoria e gli permettono di fissare spazio e tempo delle azioni. Ecco allora Leonard entrare a contatto con Natalie, una donna incontrata in un bar, e poi con Teddy, che dice di volerlo aiutare. Ma una soluzione per Leonard è impossibile: ogni suo gesto lo conduce infatti a ritroso, e Teddy gli dice: “Ti sei creato un puzzle che non puoi risolvere”.

LA CRITICA di Cinematografo.it

° “Bel noir teso e ‘teorico’ di Christopher Nolan. Un delitto, una polaroid, l’arma ancora in pugno a Guy Pearce. E uno spaventoso buco di memoria. Perché ha ucciso? Cosa vogliono dire quei promemoria seminati ovunque, persino tatuati sul corpo? Lo scioglimento non è all’altezza, ma la vertigine è assicurata”. (Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 19 gennaio 2001)
° “Ambizioso, intellettuale, ‘Memento’ sfrutta una narrazione che ricorda il tipico passo all’indietro del gambero. ll protagonista è Leonard, un trentenne che soffre di una rara malattia che non gli consente di trattenere i ricordi in un breve lasso di tempo. L’uomo è alla ricerca dell’assassino della moglie e ogni giorno deve ricostruire quanto è avvenuto o ha scoperto durante il precedente. Foto Polaroid, appunti, tatuaggi, sono i mezzi attraverso cui tenta di costruire una griglia di ricordi, resistente all’ambiguità dell’indagine e alla volatilità della malattia, che gli consenta, forse, di arrivare a una qualche verità. I fratelli Nolan si divertono a colorare di nero un celebre racconto di Oliver Sacks, costringendo lo spettatore a non mollare mai l’attenzione su una costruzione barocca, ricca di flashback e flashforward, di repentini passaggi dal colore al bianco e nero, e a non perdere il senso profondo del noir: chi fa cosa e a chi!” (Fabrizio Liberti, ‘Film Tv’, 23 gennaio 2001).