Le Invasioni Barbariche

Le invasioni barbariche
(Les invasions barbares)
di Denys Arcand (Canada/Francia, 2003)
con Remy Girard, Stephane Rousseau

Da più parti mi è stato consigliato di vedere questa pellicola. L’ho fatto. Gli ho anche concesso l’onore della sala buia e del grande schermo. Ne sono contento. Questo è davvero un bel film. Nel complesso l’opera risulta degna di nota, sebbene tratti temi già visti e sentiti (malattia terminale, rapporti genitori/figli, amicizia, dolore, solidarietà, rassegnazione, ecc.) Un uomo è malato di cancro. Sua moglie chiede aiuto al loro figlio. Il giovane rampante lascia Londra, la city e il suo broking e corre in Canada al capezzale di suo padre. Il suo compito è quello di fare di tutto per rendere felici gli ultimi giorni del suo morente genitore. I rapporti tra i due non sono affatto idilliaci ma il ragazzo è ricco, sveglio e sa ottenere ciò che vuole. Infatti riesce a riunire tutti i migliori amici del suo vecchio, richiamandoli da mezzo mondo. Affitta un intero piano di un ospedale, prima, e poi trasferisce tutti in una villa che si affaccia su di un lago. I protagonisti, sostanzialmente sono due ma il film è corale con la “C” maiuscola. Tutti molto bravi. Nessuno sfigura. Recitano con estrema naturalezza, come se lo facessero da una vita e come se fossero davvero un gruppo di amici che incontrandosi dopo tanti anni, ricorda il bel passato che fu. Deliziose le battutine sugli Stati Uniti visti con gli occhi di un canadese. Ho già detto troppo. Ma se non dovesse essere sufficiente posso ammettere con tranquillità che questo film mi ha fatto quasi commuovere… e non succedeva da diversi anni! Annotazione singolare e sottotraccia: guardate la locandina nostrana e quella originale francofona. Notate niente di diverso? No comment.
(
La scheda di Cinematografo.it – la critica da Trovacinema.it)