Secretary

Secretary
di Steven Shainberg (USA, 2002)
con James Spader, Maggie Gyllenhaal

Questo è uno di quei film che ti fanno venir voglia di leggere il romanzo da cui sono tratti (“Secretary” di Mary Gaitskill). Storia davvero originale che tiene legati alla sedia. Tant’è che ha vinto un premio speciale per l’originalità al Sundance Film Festival nel 2002. La locandina italiana dice “Storia di un capo esigente e di una donna che adora soddisfarlo”. E forse dice troppo. Io mi permetto di aggiungere che l’autore tratta di sadomaso in maniera profonda ed inusuale. Il sesso non c’entra o quasi. E’, tutto sommato, un film sul significato dell’amore, che parte dagli affetti mancati, dal senso di abbandono e di repressione dei sentimenti per arrivare ad una strana ma efficace realizzazione. Ottime le interpreatzioni dell’intero cast. Pur non avendo visto molti dei film che ha interpretato, James Spader non mi è molto simpatico. Lo considero un attore di serie B. Dopo questo lungometraggio, però, mi devo un po’ ricredere: qui non sbaglia un’espressione, una postura, un balbettìo. Lo stesso dicasi per la protagonista (Maggie Gyllenhaal) che sembra essere nata per recitare questo ruolo. Negli extra del DVD (un’intervista nel backstage) quasi si fatica a riconoscerla. La madre della protagonista ha una eccellente faccia stralunata. Il personaggio della ex del capo è freddo ed autoritario al punto giusto. Da segnalare nella colonna sonora l’eccezionale interpretazione di “I Will Survive” ad opera dei Cake. Zapru ha notato, invece, un’ottima fotografia e degli arredi più che adatti alle scene e all’ambientazione.

Il sito ufficiale italiano, la scheda e qualche recensione.