Italia (2000)Regia di Alex Infascellicon:…

Almost Blue

Italia (2000)
Regia di Alex Infascelli
con: Lorenza Indovina, Andrea Di Stefano, Claudio Santamaria, Rolando Ravello

Lo dico? A me non è piaciuto. Un validissimo amico me ne aveva parlato bene. Aveva accennato un giudizio positivo. Martedì sera l’ho visto su La7 in seconda serata. Spero che non l’abbiano censurato ma davvero non mi è sembrato un capolavoro. L’attore che interpreta il serial killer mi sta alquanto simpatico. Recita molto bene. Anche Santamaria non è stato malaccio, ultimamente però, lo vedo un po’ dappertutto e non credo che riuscirà mai ad intepretare un ruolo diverso dal “ggiovane”. Sarà una questione anagrafica ma secondo ma non ha la faccia per fare ruoli diversi da quelli che ha già fato (vedi Paz, L’ultimo bacio, ecc.) La storia sembra cha ci sia ma non c’è. Il killer è ovunque, sembra un mago/illusionista. Si intrufola dapperutto, sgattaiola via da qualsiasi posto senza farsi vedere affato o senza dare nell’occhio. E’ decisamente una cosa che non sta in piedi. Fino a 3/4 del film il serial killer si muove secondo una certa logica: uccide ragazzi che fanno l’università a Bologna e ne assume la personalità o almeno il suo aspetto. L’agente che indaga sembra avere dei problemi ma non si capisce quali siano. E’ continuamente impaurita, il terrore l’assale quando, arrivando sulla scena del delitto, c’è il rischio di trovarvi il serial killer. Si accoppia con il ragazzo cieco che intercetta le telefonate del killer. Fino al momento in cui si infila nel letto del cieco per spupazzarselo non si intuisce minimamente che prova attrazione nei suoi confronti. Il suo capo è un cretino ma il film non da modo di capire fino a che punto è lo sia. Viene ucciso dal serial killer con una facilità imbarazzante e senza che ce ne sia il motivo. Gli altri due poliziotti-indagatori ispirano simpatia ma anche di questi non viene dato un quadro ben preciso. Bello il pezzo che da il nome al film (mi dicono sia di Elvis Costello). Molto buone le location. Un plauso alla scelta dell’appartamento per la scena dell’incontro tra il killer ed una studentessa bolognese. Estremamente realistico. Un piccolo refuso: in un flashback si vede il killer indossare una cuffietta per il walkman con un design molto moderno. Non mi sembra che nel periodo a cui fa riferimento il flashback fossero già in commercio cuffie con quella forma.



2 comments

  1. ammazza che occhio clinico!! a me comunque ricordo che piacque abbastanza, anche se l’ho visto un po’ di tempo fa. E’ tratto da un libro di Lucarelli, che credo rispecchi abbastanza fedelmente, e l’ho trovata una buona alternativa italiana ai film del genere americani. L’attore/psicopatico è un grande che fa sempre la parte del pazzo. Gli riesce proprio bene. Santamaria invece è bbono, quindi tutto quello che fa va bene ;-)

Leave a comment

Commenti aggiuntivi forniti da BackType