Col cuore in gola

Non sarà Mogol, ma neanche Apicella è Battisti. Non sarà De André, però cerchiamo per una volta di non essere noi i soliti comunisti: forse che De André ha mai fatto il presidente del Consiglio o vinto la Coppa dei Campioni e la Scempionlig? Il Berlusconi paroliere, col disco in uscita a inizio ottobre e il testo dell’ultima canzone rivelato ieri in prima pagina da «Libero», si colloca fra l’Amedeo Minghi di «Trottolino amoroso dududù dadadà» e i Ricchi e Poveri di «Sarà perché ti amo».

Più Ricchi e Poveri, va detto, per l’originalità della forma espressiva che emerge fin dal titolo, «Col cuore in gola», e prosegue in versi apprezzabili a un concorso di terza elementare, come «senza di te io non so più vivere». Raggiungendo poi vette himalaiane in «se tu come una volta sei sincera – se ancora mi aspetti quando è sera». Passando la cera mentre mangi una pera? No, ma solo perché si rischiava un conflitto col presidente del Senato.

La canzone racconta le pene di un innamorato. Teme che la sua donna lo ami a parole, ma mediti di abbandonarlo. Si sprecheranno le dietrologie: la donna sfuggente è Bossi o Casini? (io mi giocherei Pierferdi). Più illuminante il finale, romantico in apparenza, minaccioso nella realtà: «Però io non ti lascerò partire – anche se dovrò lottare – fino alla fine t’amerò». Non s’illudano amici, alleati, dipendenti e italiani tutti. Questo non molla la presa. Fino alla fine ci amerà. Agli altri non resta che starlo ad ascoltare. Col cuore in gola.

(Massimo Gramellini dalla rubrica “Buongiorno” su LaStampa.it – 04/09/03)