Anche io ne ero capace
ma solo in piccolo…
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Il museo di Prato, dopo una lunga ristrutturazione,
sceglie di riaprire al pubblico con un artista altamente provocatorio.

Da piccoli giocavate al dottore, ma non avete mai avuto il coraggio di prendere un bisturi in mano e guardare cosa c’era dentro la pancia delle bambole. Se la curiosità vi è rimasta, nessun problema. Ora potete soddisfarla semplicemente andando al museo, per la precisione al Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato.

Un gigantesco simulacro di un apparato digerente, in acciaio e vetro, che viene nutrito quotidianamente ed emette feci, come un vero corpo umano, è infatti la sorpresa o provocazione per la riapertura della struttura toscana.

La grande installazione si chiama, non a caso, Cloaca turbo, è opera del belga Wim Delvoye, che vi lavora da anni, e viene presentata in anteprima mondiale. Questa sorta di laboratorio chimico computerizzato è lungo 16 metri ed in alcune parti è trasparente per permettere al pubblico di vedere in diretta le varie fasi della digestione. Viene alimentato tre volte al giorno e può mangiare ogni cosa, spiegano gli organizzatori della rassegna, ad eccezione del peperoncino e degli alcolici. Ed emette feci che, da un punto di vista biologico, sono uguali a quelle umane e sono infatti smaltite come rifiuti speciali. […]

(fonte: www.ilnuovo.it   21/08/03)
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