Elettronica made in Italy

Planet Funk, Dino, Stylophonic e Vinylistic. Finalmente all’estero (Regno Unito, soprattutto) si torna ad apprezzare la musica elettronica (ma possiamo dire anche “dance”) realizzata in Italia, da italiani. Non che ci sia stato un periodo di ostracismo degli inglesi nei confronti delle nostre produzioni. Ma una ondata così massiccia non si verificava dai primi anni ’90 quando i Black Box con “Ride On Time” e “Everybody Everody” sbaragliarono il mercato “Dance Uk”. Doveroso ricordare anche gli exploit degli F.P.I. Project (ossia i signori Fratti, Presti ed Intrallazzi) e di Double Dee (in arte Daniele Losito) che con la sua “Found Love” ha davvero fatto il giro del mondo. Poi ci sono stati anche i casi di Double You con il rifacimento di “Please Don’t Go” (in pratica un cantante inglese che si è fatto produrre da un italiano, certo Robyx, lo stesso che ha scoperto Alexia). C’è stato Alex Natale che, in collaborazione con i fratelli Visnadi, ha messo in piedi il progetto “Alex Party” ed ha venduto centinaia di migliaia di copie. Altro fenomeno di massa è stato il brano “The rhythm of the night” targato “Corona” e prodotto dal solito Robyx. Piccola parentesi: questo signore, ai più sconosciuto, con la sua piccola etichetta DWA (Dance World Attack) ha davvero venduto milioni di copie in meno di dieci anni. Tra i nomi più famosi (in ambito dance) da lui prodotti ci sono: Alexia, Ice Mc, Double You, Corona, Netzwerk. Chiusa parentesi.
Ma torniamo a noi. I quattro nomi/progetti/artisti sopraccitati avrebbero potuto tentare la strada già battuta della dance progressive, dream, ecc. Per intenderci, quella che realizzano gli Eiffel 65, Gigi D’Agostino, Molella, Prezioso, Gabry Ponte, ecc. Non l’hanno fatto. Sono stati più coraggiosi. Hanno sperimentato qualcosa che da noi, in Italia, sulla carta non avrebbe avuto grosse speranze di risucita. Invece ce l’hanno fatta. E non solo qui da noi. Anzi, stanno avendo successo più oltremanica che sui dancefloor italiani! Hanno cercato di avvicinarsi a quella elettronica che in Europa sta ricevendo apprezzamenti sia dalla critica che dal pubblico. Basta farsi un giro nei negozi di dischi per vedere quante compilation portano la dicitura “lounge”, “cafè”, “bar”, oppure sono sponsorizzate da hotel o locali, occhieggiano all’oriente, alle atmosfere delle città, delle metropoli, ecc. Tutto questo è indice di quanto sia di moda adesso questo filone che potremmo definire con un termine onnicomprensivo “Elettronica”. Qualcosa che non sia necessariamente da ballare ma sia innanzitutto “trendy”, “a la page”, ecc. Spesso, anzi, il termine “lounge” sta prorpio ad indicare qualcosa che si ascolta come sottofondo, per rilassarsi, per accompagnare una bevuta di cocktail in un posto molto alla moda.

Segnalazioni:
Planet Funk: “Who Said” (singolo), “The Switch” (singolo), “Non Zero Sumness” (album).
Stylophonic: “Soulreply” (singolo)
Dino: “Call Me” (singolo) Nutella Records.
Spiller feat. Moony: “Positive” (singolo)