maggio, 2003


31
mag 03

Chi se la ricorda? Quanti sarannao gli…

Idrolitina Ferrero

Chi se la ricorda? Quanti sarannao gli italiani che la usano ancora nel 2003? Il nostro è l’unico paese al mondo ad avere più marche di acque minerali che ingegneri nucleari. Che fine ha fatto L’Idrolitina? Su Internet pare non esserci alcuna immagine. Ho scoperto solo che esiste anche certa “Frizzina”.


31
mag 03

Lodo Henry (censura e scelte editoriali) …

Lodo Henry (censura e scelte editoriali)

Qualche giorno fa Henry ha inserito un commento al post “Remake: 2″ in cui esprimeva tutta la sua gioia per la presunta vittoria del centro-sinistra alle elezioni amministrative. In realtà a me è sembrato un commento pieno di odio che usava termini poco eleganti. Ho avvisato Henry che se nel giro di qualche giorno non avesse modificato i termini, avrei censurato il post. Passano alcuni giorni. Henry aggiunge un altro commento ed io modifico il primo “ripulendolo” dalle volgarità. E’ successo il finimondo. Pare che si trattasse di uno scherzo. Pare che io non abbia capito l’ironia del commento. Sono stato accusato di essere un censore ed un illiberale, di aver censurato solo perchè avverso alle mie idee politiche. Un appunto: quelle che voi pensate siano le mie idee politiche non lo sono. Non avete prove per dimostrarlo. Che il commento di Henry fosse una presa in giro del modo in cui alcuni simpatizzanti di sinistra si esprimono in occasioni del genere è una storia che è venuta fuori solo a posteriori, quando ormai il commento era già stato eliminato. Al suo interno non c’erano segni di punteggiatura che indicassero la vis comica. Essendo il titolare del blog mi arrogo il diritto di eliminare tutto ciò che non mi aggrada, perciò fate attenzione. Ad un post di Zapru ho modificato la posizione della foto solo perchè non mi piaceva graficamente. Io sono pignolo. Chi mi conosce lo sa. Attenti, quindi, oppure state alla larga da qui.

Questo post è stato inserito per permettere di esprimervi sulla vicenda “lodo Henry”… ma forse è meglio che voi non lo facciate, sapete com’è, io censuro!


28
mag 03

Ilarità classica …

Pino Caruso

Ilarità classica

Oggi ho conosciuto Pino Caruso. Quel famoso comico che da un paio d’anni è tornato alla ribalta per aver interpretato il brigadiere nella fiction “Carabinieri” (Canale 5). E’ venuto in ufficio e mentre era lì, senza che nessuno lo chiedesse, ha raccontato una storiella. Ha citato la fonte (un suo collega della fiction) ha cercato gli sguardi degli occhi intorno a lui ed è partito col suo accento che ancora sa di arance e carretti siciliani.

Un uomo, appena morto sale al cielo. Ad attenderlo vi trova San Pietro. Mentre iniziano a sbrigare le pratiche per l’ammissione in Paradiso, un urlo straziante rimbomba dappertutto: «Aaahrghhhhh!». Sconcertato l’uomo chiede al santo di cosa si tratti. San Pietro risponde che non c’è da preoccuparsi perchè le urla che sente sono quelle di un nuovo arrivato al quale stanno attaccando l’ala destra. Poco convinto, l’uomo riprende a compilare le scartoffie quando all’improvvisso «Aaahrghhhhh!», un altro urlo straziante squarcia il cielo. Ancora una volta, senza dare segni di timore, l’uomo rivolge al santo la stessa domanda fatta in prededenza. Cosa sarà mai potuto accadere? La fifa più profonda lo domina. San Pietro sembra non dar molto peso alla cosa. Questa volta risponde che si tratta dell’attaccamento dell’ala sinistra del nuovo arrivato. L’uomo non riesce a crederci. Come può esserci tanto dolore nel Regno dei Cieli? Tornano entrambi alla loro occupazione: le pratiche. Pochi istanti dopo l’urlo abominevole fa sobbalzare per la terza volta l’uomo, ormai visibilmente in preda al panico. «San Pietro, ma che succede? Le ali sono due…» Il santo lo conforta minimizzando: «Carissimo, non devi spaventarti. Si tratta dell’attaccamento dell’aureola…». A questo punto, senza neanche permettere al portiere del Paradiso di terminare la frase, l’uomo sbotta: «Non è possibile! Se questo è il Paradiso io preferisco l’Inferno!» E San Pietro, senza mezzi termini: «…ma guarda che li te lo mettono al culo!» L’uomo, senza esitazioni: «…ma almeno lì il buco c’è gia!!!»


26
mag 03

venerdì prossimo mi vedrete così……

Come sarò

venerdì prossimo mi vedrete così…


26
mag 03

Remake: 2 …

Remake: 2Swept Away

Tempo fa mi è giunta all’orecchio la notizia che due storiche commedie italiane sarebbero state rifatte negli USA. Ebbene oggi li ho individuati. Sono già nelle sale italiane. Il primo è un remake de “I soliti ignoti“, prodotto da George Clooney e Steven Soderberg. Il titolo è stranamente rimasto lo stesso: “Welcome to Collinwood“. Tra gli attori ci sono lo stesso George Clooney e Sam Rockwell (il bravissimo protagonista di “Confessioni di una mente pericolosa”). Il secondo film è diretto da Guy Ritchie, si chiama “Travolti dal destino (Swept away)” ed è un ririfacimento della divertentissima pellicola di Lina Wertmuller “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto“. Nella versione 2002, però, si trova Madonna nella parte che fu di Mariangela Melato e Adriano Giannini nella parte che fu di suo padre Giancarlo.

Welcome To Collinwood

Ora mi chiedo: cosa può aver capito un americano delle sfumature interpretative degli attori italiani nelle versioni orginali? Chi avrà rifatto il magistrale cammeo di Totò che spiega i segreti dello scasso di cassaforti? Come avranno riportato tutta la ruspante romanità del pugile-Gassman? Come avrà fatto Adriano a rendere l’astio che suo padre dismostrava nella pellicola ad una supersnob Melato? Come sarà stata ricreato quel dualismo: ricchezza strafottente di una industriale settentrionale vs. odio/invidia di un mozzo tuttofare meridionale? Misteri. Domandone finale: saremo abbastanza temerari da andare al cinema per verificare le risposte?


25
mag 03

Mod-quiz …

Mod-quiz

My Name Is Tanino

Chi vi ricorda?


25
mag 03

Il Re della Pizza …

da Giggetto

Il Re della Pizza

Non voglio atteggiarmi a critico culinario, come uno di quelli che si vedono in rubriche televisive tipo “Gusto” del Tg5 o “Costume e Società” dell Tg2. Voglio, però, consigliarvi vivamente il ristorante “da Giggetto” (il Re della Pizza) sito in via Alessandria 43, a Roma (come arrivarci). Ieri sera ci sono stato con 4 amici. Ho mangiato una buona pizza (gorgonzola e salsiccia, senza pomodoro). Pur essendo un ristorante e non una bettola, il conto non è stato eccessivamente salato: pizza + 1/2 litro di acqua minerale + 3% di servizio = 8,5 Euro. Ho cenato fuori dal locale, al fresco, sul marciapiede. Non è stato necessario fare la fila per sedersi perchè abbiamo trovato immediatamente un tavolo. Lo smog non è stato un problema perchè era sabato sera e via Alessandria non era affatto trafficata. Il servizio, tutto sommato, è stato rapido, nonostante il posto fosse molto affollato. Unico neo un cameriere un po’ maldestro, ma questo tipo di personaggi si trovano un po’ dapperututto. Un errore ogni tanto, nella foga, si concede a tutti. Da segnalare le raffinate tovaglie blu notte con disegni stile Damasco e la simpatica bottiglia dell’acqua da 50 cl. che ricorda un alambicco. Buon appetito!


23
mag 03

La prova lampante che le macchine non hanno…

Stranezze della ricerca automatizzata

La prova lampante che le macchine non hanno il dono della precisione, della onniscenza, e dell’ironia.


22
mag 03

Quanti ricordi! …

Vestax CDX16 (Double CD Player)

Quanti ricordi!

Se avente in mente di comprare un cd player professionale non compratene uno Vestax. O meglio non comprate il modello raffiurato qui sopra (CDX16). Se non volete credere a me chiedete a Toninho. Noi l’abbiamo usato per la festa di capodanno del 2002. Non funziona! Non riesce ad elaborare contemporaneamente i due flussi audio. Se cercate di settare il punto di partenza di un lettore, l’altro, come per magia, smetterà di inviare il segnale audio. Voi vedrete il cd ruotare nel deck, muoverete ogni cursore perchè crediate di essere la causa del guasto ma qualsiasi cosa facciate non potrete rimediare alla figura di merda che starete facendo davanti al “vostro” dancefloor. Perciò ascoltatemi: se proprio volete fare un acquisto Vestax prendete un bel mixer a 3 canali, quelli si che funzionano! Ma lasciate perdere i cd-player. Firmato un amico.


22
mag 03

Dedicata a Henry e Zapru …

Dedicata a Henry e Zapru

Il cinema d’essai – 21/05/03

Da pochi giorni ha avuto inizio il Festival di Cannes , e quando si parla di cinema d’Oltralpe , non si può non far riferimento al cinema d’autore , genere nel quale i francesi sono considerati dei veri e propri maestri.

Ora, io non so come siano in Francia i luoghi destinati alla proiezione di questi film, ma in Italia, i cinema che li ospitano , hanno delle caratteristiche inconfondibili ed immutabili nel tempo.

Vi trovate inequivocabilmente in un cinema denominato “d’essai” se individuate i seguenti elementi:

il cinema d’essai non è mai situato in una zona centrale ,
ma è sempre ubicato in una via borghese e periferica intitolata a personaggi di cui ignorava l’identità anche il toponomasta, quali alpini bergamaschi morti nel primo conflitto mondiale o speleologi marchigiani responsabili della scoperta di una falda acquifera nelle Grotte di Frasassi.
Questa via è solitamente ad alta densità abitativa, per cui parcheggiare è un’impresa piuttosto ardua.
Una coppia di Monterotondo che si era recata al Politecnico Arcobaleno per assistere alla proiezione di “Film blu” di Kieslowski, ha trovato parcheggio dopo tanti di quei tentativi che quando è andata a fare il biglietto, il cinema
era stato ormai convertito in una ricevitoria del Lotto.
Il cinema d’essai non è mai su strada.

E’ generalmente situato in un atrio condominiale tanto che spesso, per accedervi, bisogna attraversare il corridoio
dell’appartamento del portinaio con l’obbligo di indossare le pattine e restituirle alla biglietteria.
Per via dello scarso afflusso di pubblico, non di rado il cassiere inganna il tempo finendo di colorare con i pennarelli un disegno del figlio e il titolare del cinema, in almeno un caso su due, durante le amministrative è
anche presidente di seggio.

Il bar del cinema d’essai è fornito esclusivamente di
arachidi, patatine stick e bibite ormai cadute nel dimenticatoio quali le bottigliette di chinotto Neri servite alla stessa temperatura di una zuppa di farro.
Il pavimento è il tipico e tristissimo “granito da sala parrocchiale” .
Nelle bacheche all’ingresso sono pubblicizzate appassionanti tavole rotonde su temi stimolanti
quali “L’uso della presa diretta tra i cineasti bulgari” o “Retrospettive sulla teoria e prassi musicale nel cinema muto estone” che si svolgono sempre in orari comodi quali dalle sette alle otto del mattino.

Per essere davvero certi di trovarvi in un cinema d’essai dovete riscontrare inoltre i seguenti elementi:
in sala devono esserci al massimo sette persone
distribuite a macchia di leopardo.
Il regista del film che vi accingete a vedere ha quasi sempre un nome che potrebbe sembrare quello di un samurai.
Il titolo del film in lingua originale deve contenere un minimo di quindici consonanti con una netta prevalenza di kappa e al massimo una vocale che generalmente è la U.
Tra una battuta di un interprete
e la risposta dell’altro passa il tempo necessario per iniziare e portare a termine una gravidanza .
Il pubblico rimane in sala a leggere tutti i titoli di coda compresi quelli che riportano il segno zodiacale dell’assistente al trucco e il numero delle diottrie dell’occhio sinistro dell’attrice non protagonista.
Ed infine , avrete la matematica certezza di trovarvi nel mitico cinema d’essai, se al posto degli avveniristici effetti sonori del Dolby Surround, udirete, attraverso la parete destra il rumore della bocciofila “la Romanina” e attraverso quella sinistra il tintinnare dei piatti della mensa dei ferrovieri.

(dal Pensatoio di Selvaggia Lucarelli)