Bridget Jones

Ieri ho visto il film "Il Diario di Bridet Jones" (DivX su cd-r). La prima cosa che mi ha colpito è stato il trucco di Hugh Grant. Sappiamo tutti che l’inglesino non è da buttar via ma anche per lui gli anni passano. Ciononostante i truccatori della pellicola gli hanno conferito un’aria da trentenne superfigo che ha stupito anche me (che preferisco notare la "figaggine" del sesso femminile a quello maschile). La storia, il plot, nel fil diciamo pure che c’era e non c’era. Una commedia sentimentale nè più, nè meno. Alcuni penseranno che sia Inglese visto il cast (Grant) e l’ambientazione (Londra e le contee inglesi). Invece no. Ho controllato su Allmovie e ho avuto conferma di ciò che sospettavo. La produzione e made in USA. Insomma nuova versione di una serie di pellicole lunga almeno una quarantina d’anni (Colazione da Tiffany – 1961). Molti me ne avevano parlato bene (quelli che l’avevano visto al cinema, per lo più). Io, invece, non vi ho ritrovato un capolavoro. Un bel passatempo, si; un film divertente, si; qualche trovata simpatica, si, ma nulla più. Bravi Grant, Zellweger, Firth. Ma che il personaggio interpretato da Hugh Grant mentisse lo si capisce sin dai primi 15 minuti. Anche il ritratto della trentenne grassottella non è male… si, ma finchè non diventa una famossisima video-giornalista in tutta la Gran Bretagna a botte di colpi di culo. Insomma, buono per passare una bella domenica pomeriggio ma di sicuro non il film della vostra vita.