25 aprile. Festa della liberazione. Sono finalmente riuscita a sfidare le nuvolette grigioline che da giorni vagano sui tre colli catanzaresi, e mi sono spinta verso la costa. Primo tentativo: Caminia, Blanca Cruz.

Disastro.

Tra improbabili tavoli apparecchiati con fantasie sgargianti e pingui famigliole di mangiatori festaioli, quasi quasi non mi sembrava vero che quello fosse il mio affascinante e misterioso luogo dei sogni. Mi ritrovavo davanti ad una sagra di paese cincinnante e goliardica, mentre avevo semplicemente voglia di qualche caldo raggio di sole da fruire in condizione di relax…

Tradimento: saluto con sufficienza il Blanca e mi butto verso spiaggie un pò + anonime e meno ‘storiche’.

Largo scorcio di sabbia bianca, curve soveratesi sullo sfondo, quiete inaspettata x un giorno di festa. Mi viene in mente che l’ultima volta che sono stata a mare, sulla spiaggia, è stata a fine agosto, un contratto di lavoro e una tesi fa, quando la compagnia calabro-puglio-romana si godeva le sue ultime ore di vacanza dopo un temporale estivo.

Ehi raga’!

Che si fa quest’estate???

(ps: ho dovuto tagliare la mia prosa poetica xkè il coletta recalcitra al telefono…)

ciau ciau

ale