La Simona della TV

In riposta ad un post di Gianluca neri su GNUeconomy:

Su Simona Ventura voglio essere caustico. Fisicamente non mi è mai piaciuta. Mi stupisco che il Neri si sia accorto solo ora di come abiti e trucco cercano disperatamente di mantenere la nomea di sex-symbol della tv italiana. Ripeto: per me la Ventura non è mai stata un sex-symbol. Simpatica, invece, lo era. Si, ai tempi di "Mai Dire Gol" quando faceva da buona spalla ai grandi Teocoli e Albanese (che tra l’altro la chiamava "Cimosa"). Di lì si passo alle Iene. E fu flop. Nel senso che nessuno si accorse della trasmissione finchè andò in onda nel primo pomeriggio. L’edizione serale, invece, fu un piccolo trionfo che consacrò la "nostra" Simona a vera scoperta della tv nostrana. Tutti l’apostrofavano come "Sexy e simpatica". Senza sapere che il successo della trasmissione non era dovuto alla conduttrice che si limtiva a fare da collante tra un servizio e l’altro, ma ai pezzi stessi che avevano una grande causticità. Il resto è storia. Questa aura di sexy-simpatia è arrivata fino alla Rai, che le ha fatto un contratto pluri-miliardario (di Lire) per condurre un programma che aveva inventato un’altro (Fabio Fazio). Il programma, senza Fabione, per me poteva essere anche morto e sepolto ma Gene Gnocchi, con la sua trama fittissima di testi satirici, lo ha reso nuovamente grande e popolare. Ahimè, però, la palma di grande mattatrice l’ha presa ancora una volta la Ventura. Nel frattempo, poi, da vispa presenza femminile siamo arrivati a spettro iperattivo da palcoscenico. Escalation o tracollo?