Gli amici che cercano di venderti qualcosa

febbraio 7th, 2010

A proposito di blog, web 2.0 e socialcosi mi sento di condividere e ri-pubblicare quello che Gaspar Torriero ha scritto in questo post: «È bene ripetere ogni tanto che noi, che non abbiamo niente da vendere, non siamo qui per influenzare ma per esprimerci e per avere relazioni tra amici; e gli amici che cercano di venderti qualcosa sono quelli che perdi senza rimpianti».

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La prima cosa bella

febbraio 5th, 2010

La prima cosa bella

di Paolo Virzì (Italia, 2010)
con Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti,
Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Aurora Frasca,
Marco Messeri, Dario Ballantini, Paolo Ruffini, Bruno Michelucci,

L’ultima fatica di Virzì è un bellissimo film agrodolce: il racconto della storia di una famiglia livornese tra alti e bassi, in cui momenti dolci e leggeri si alternano continuamente a situazioni profondamente drammatiche. C’era anche da commuoversi, soprattutto verso la fine. Io non ho pianto ma c’è mancato davvero poco.
Bravi tutti. Bravo il regista a raccontare una storia semplice e intensa allo stesso tempo. Bravi tutti gli attori a recitare con accento livornese, nonostante quasi nessuno fosse del posto.
Su Claudia Pandolfi sto iniziando a ricredermi. Non m’è mai piaciuta (né come attrice, né come donna). Qui, invece, recita benissimo. C’è anche una scena particolarmente vivida, attraverso cui riesce a trasmettere sensazioni forti: un primo piano fisso in cui il suo personaggio piange mentre confessa un grandissimo affetto nei confronti di suo fratello. Ebbene, per un attore/attrice passaggi come questi sono testimonianza di grande professionalità.
Mastandrea, col tempo, diventa sempre più credibile. La sua è ormai una recitazione totalmente matura. Eccellente.
Micaela Ramazzotti per me non è bellissima, non mi dice granché (non scassate, non mi frega se voi la trovate bona). Anche su di lei avevo un pregiudizio. L’avevo vista recitare solo in “Tutta la vita davanti”. Lì faceva la sciacquetta, qui anche (più o meno). Comunque se la cava davvero bene.
Stefania Sandrelli recita molto meglio della sua media personale però – permettetemi di dire – che la sua malata terminale è un po’ troppo vitale e allegrotta, per essere (appunto) moribonda.
Marco Messeri è buffo, come sempre.
Paolo Ruffini ne esce benissimo: mi ha stupito vedero nel ruolo da giovane avvocato allampanato.
Aurora Frasca e Bruno Michelucci, i due bimbi che interpretano i piccoli Bruno e Valeria, sono davvero bravissimi. Spesso rubano la scena alla madre – come è giusto che sia.
Dario Ballatini è perfettamente a suo agio nei panni del viscido avvocato.
Fabrizia Sacchi interpreta una donna ostinata e positiva, con le spalle molto larghe che ha scelto di stare al fianco di un uomo su cui molti non scommetterebbero un centesimo. Di lei non dico né bene, né male. Dico solo che per tutta la durata del film sono stato a cercare di ricordarmi il suo nome – era un volto che mi risultava troppo noto.
Bravo anche a chi ha scelto la colonna sonora: i pezzi di musica leggera italiana degli anni ‘70 ti rimangono così tanto in testa che continui a cantarli anche quando esci dalla sala.
Nota: la sceneggiatura, oltre che da Paolo Virzì, è stata scritta anche da Francesco Piccolo e Francesco Bruni.
Siccome sono pigro, vi consiglio di leggere questo post di Akille dal titolo “Perché la cosa è bella”. Ha scritto praticamente tutto lui. È un’ottima analisi. Mi trova completamente d’accordo. C’è davvero poco da aggiungere.
Voto 8.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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Ekokook: la cucina del futuro sarà verde

febbraio 3rd, 2010

La cucina del futuro sarà verde, o come si usa dire adesso “ecosostenibile”.

Fonte: Chip chip di Federico Ferrazza.

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La tracklist del party Quattroquarti

febbraio 2nd, 2010

Ebbene è andata. È fatta. Il party “Quattroquarti” di sabato scorso al Cantina Music Box è stato un successone. Qui trovate una galleria di scatti realizzata da Luca Sartoni con la macchina de LaFra. Mi sono divertito un mondo a cambiare dischi di sola musica house e a ballare in consolle. Credo che la festa sia piaciuta anche a gran parte di quelli che io chiamerò sempre “ospiti” (perché è un po’ come se fossero a casa mia). Il mio dovere, dunque, era quello di far trascorrere loro una bella serata in allegria. Spero di esserci riuscito. I ringaziamenti ricevuti ieri, oggi e sabato notte durante la stessa festa, così come gli attestati di simpatia che ancora sto ricevendo, credo siano un ottimo indicatore di come la serata sia stata gradevole un po’ per tutti. Peccato per la lentezza nel servire i cocktail e l’esuberanza di un barista un po’ birichino. Ma non importa. Son piccoli inconvenienti che capitano sempre.
La cosa buffissima è stato smettere alle 01.4o (anche perché il software Traktor di colpo ha smesso di mostrarmi i file archiviati sull’hard disk). Pochi minuti dopo, anziché spegnere l’impianto e andare via, il titolare del locale mi ha chiesto di riprendere a “suonare” qualche pezzo, perché era appena entrata una nuova comitiva (10 persone circa) desiderosa di continuare a divertirsi – e a bere – ancora per un po’. E così ho riavviato il pc (‘ché intanto Windows Vista Home 64-bit era crashato) e ho ripreso a suonare musica. È stato un po’ come un “secondo tempo”. Non so perché ma a me la seconda parte, anche se con meno gente, è sembrata forse anche più divertente della prima. Sarà che forse quelli sulla pista erano tutti allegrotti a causa dell’alcool. Sarà che ero felice e contento io. Boh. Comunque mi ha fatto piacere vedere che un sacco di gente s’è incuriosita ed è venuta a scoprire come fosse un party organizzato dal sottoscritto.
Del terzo tempo non vi dico granché. Sappiate solo che ho smesso di mettere musica verso le 03.40 e che, dopo aver spento tutto e rimesso l’attrezzatura in borsa, sono andato con gli amicici (quelli a cui più voglio bene) a ingozzarmi di pizza, kebab e cornetti a piazza Sempione. Le chiacchiere e le risate erano più del cibo. Forse.
Un grazie grande e speciale a la signora maria che ha accettato la sfida di aiutarmi in consolle e che si è sobbarcata l’infausto compito di fare da battistrata, mixando la prima decina di pezzi house della serata (con risultati tutt’altro che negativi per una principiante totale).
Se siete curiosi di sapere esattamente che tipo di musica ho messo al party Quattroquarti potete provare a dare un’occhiata qui sotto.

Artista Titolo
Louie Vega presents Anané Mon Amour (Dj Gregory Remix)
Mika Grace Kelly (Linus Loves Remix)
The Braxtons The Boss (Masters At Work Album Mix)
Todd Terry feat. Marta Wash Keep On Jumpin’ (Tee’s Freeze Mix)
5 A.M. Heaven (Movers And Shakers Mix)
Bobby D’Ambrosio Moment Of My Life
Spiller feat. Moony Positive
DJ Jazzy Jeff & Erro Rock Wit U (Yoruba Soul dub)
Sophie Ellis-Bextor Get Over You
The Temptations Papa Was A Rollin’ Stone (Dj Jazzy Jeff & Pete Kuzma Club Mix)
Room 5 feat. Oliver Cheatham Make Luv (Axe Spot Spring 2003)
Moloko Familiar Feelings (Martin Buttrich Remix)
Louie Vega presents Ananè Walking On Thin Ice (Vocal Mix)
Kelly Osbourne One Word (Chris Cox Club Remix)
Junior Jack E-Samba (Original Mix)
Hercules And Love Affair Blind (Full Album Version)
Cassius Toop Toop (Club)
Basement Jaxx Red Alert
Alan Braxe & Fred Falke Intro
Tanga Chicks pres. Dimitri & Tom Brazil Over Zurich
Loving Paris Loco (Dj Tampinhas Extended Mix)
Tim Deluxe feat. Sam Obernik It Just Won’t Do (Club Mix)
Africanism by Gregory Darsa Block Party
Bob Marley with Fatboy Slim I’m A Rainbow Too (Techno Mix)
Collettivo Soleluna vs. Planet Funk Do D Freak (Posillipo Mix Extended)
Airys Esco (Fare Soldi – Dentro e Fuori Remix)
Daft Punk Around The World
Cunnie Williams feat. Monie Love Saturday (Mousse T.’s House Mix)
Nocca Oui, Je T’Aime
Robin S. Show Me Love (Stonebridge’s Club Remix)
Jamiroquai Space Cowboy (David Morales Remix)
Tori Amos Professional Widow (Armand Van Helden’s Mix)
Love Tribe Stand Up (Narcotic Dub)
Stardust Music Sounds Better With You
The Bucketheads The Bomb (Radio Edit)
Smeerch Treesh
The Supermen Lovers Starlight
Ralphi Rosario Take Me Up (Gotta Get Up)
Par-T-One I’m So Crazy
Lorenzo ‘Jovanotti’ Cherubini feat. Giuliano Sangiorgi Safari (Roy Malone King Mix)
Layo & Bushwacka Walk Like An Egyptian
James Brown Sex Machine (Fantastic Plastic Machine Mix)
Madonna Music Inferno
Modjo Lady
Kate Perry vs. Bloc Party I Kissed A Banquet
2 Unlimited No Limit
Il Genio Pop Porno
Estelle feat. Kanye West American Boy (Splice Of Life Vocal)
Stylophonic Pure Imagination (Scuola Furano Remix)
Sting A Remix In New York
Masters At Work feat. Nas-T and Denise Work (Masters At Work Club Mix)
20 Fingers Short Dick Man
Boris Dlugosch Keep Pushin’ (Club Mix)
De’Lacy Hideaway (Deep Dish Mix)
Everything But The Girl Missing (Todd Terry Remix)
Moloko The Time Is Now (Soulfood Mix)
Masters At Work feat. James Ingram Lean On Me
Oreja Vazilando
Dj Disciple Latin Love (Rip-Off Mix)
Dj Disciple Latin Love 2
Martin Solveig Heart Of Africa
Josma Voices In Los Angeles (Club Mix)
Jiva Stars (EoL Mix by Louie Vega)
FINE PRIMA PARTE
Alex Gopher Party People
Tribal Connection Rumba E Cocaina
Tom Jones & Mousse T. Sex Bomb (Peppermint Disco Radio Mix)
The White Stripes Seven Nation Army (Tim Deluxe Bootleg Remix)
Spankox To The Club (Highpass Vocal Mix)
Benny Benassi Satisfaction (Isak Original)
Black Eyed Peas I Gotta Feeling (Barletta Edit)
House Of Glass Disco Down
Spiller The Groove Jet (If This Ain’t Love)
Samim Heater
Oscar G & Ralph Falcon Dark Beat 2005 (Gianluca Motta Funk Mix)
Nu Rhythmix Babylon (The Word Mix)
Mylo Drop The Pressure (Extended Version)
Mr. V Put Your Drink Down (Bob Sinclar Remix)
Moonlight vs. Azoto San Salvador (Vocal Club Remix)
Bob Sinclar pres. Salomè De Bahia Taj Mahal (Extended Mix)
Shakira She Wolf
Audio Bullys Shot You Down (Bang Bang) (Extended Version)
Lady Gaga Poker Face
Gramophonedzie Why Don’t You (Original Mix)

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SmeercHouse 31 Gennaio 2010

febbraio 1st, 2010

Puntata N. 3 della settima stagione. Ancora una volta di domenica. Iniziate ad abituarvi perché sarà così per un bel po’ di tempo.
La trasmissione, come al solito, ha coniugato tanta musica (estremamente varia) e bella gente in ascolto. Tutto qui, non aggiungo altro, che non serve.

Il podcast questa volta dura 117 minuti circa. Potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, potete scaricarlo cliccando qui (File mp3 da 33,5 MB codificato mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La tracklist:
1. Sigla (Gennaio 2010)
2. Giuliano Palma & The Bluebeaters – Sunny
3. Nina Zilli – L’amore verrà (You Can’t Hurry Love)
4. Speedometer – Work It Out
5. Mayer Hawthorne – Your Easy Lovin’ Ain’t Pleasin’ Nothin’
6. Cherry Poppin Daddies – Zoot Suit Riot
7. Antonio Carlos E Jocafi – Simbareré
8. Little Richard – Tutti Frutti
9. Elio E Le Storie Tese – John Holmes (Una Vita Per Il Cinema)
10. Mau Mau – La Ola
11. Vinicio Capossela – Sante Nicola
12. Daniele Silvestri – L’Y10 bordeaux
13. dj BC – J’aime Biggie
14. Soloplexus – Red Handed (Shin-Ski’s Shinical Remix)
15. Shin-Ski feat. Louis Logic – Let You Slide
16. Turi – Focu Meu
17. Jacksons 5 – ABC
18. Earth Wind & Fire – September
19. First Choice – Double Cross
20. Clivilles & Cole – A Deeper Love
21. Lindstrøm feat. Christabelle – Baby Can’t Stop
22. Masters At Work feat. James Ingram – Lean On Me
23. Stylophonic – Pure Imagination (Scuola Furano Remix)
24. Zero 7 – Destiny (Photek Remix)
25. Missy Elliott – Teary Eyed (Tiefschwarz Club Mix)

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Tra le nuvole

gennaio 30th, 2010

Tra le nuvole

di Jason Reitman (Usa, 2009)
con George Clooney, Vera Farmiga,
Anna Kendrick, Jason Bateman, Danny McBride,
Melanie Lynskey, Amy Morton, Sam Elliott, J. K. Simmons,
Zach Galifianakis, Chris Lowell, Adam Rose, James Anthony,
Dave Engfer, Steve Eastin, Marvin Young, Lucas MacFadden

Una pellicola a metà strada tra il genere drammatico e alcune brillanti trovate da commedia. Di fondo c’è un dramma ma in alcuni frangenti si sorride abbondantemente.
Voto complessivo: 7 e mezzo.
Una garanzia: il regista è lo stesso di altri 2 film che mi sono molto piaciuti: “Juno” e “Thank You For Smoking”.
“Tra le nuvole” racconta di Ryan Bingham, un tagliatore di teste tra i 40 e 50 anni, un uomo di bell’aspetto, un manager che si direbbe di successo, uno che per mestiere licenzia il personale di grandi società. Avete capito bene: licenziamenti in outsourcing. Non è un’invenzione del film, ne esistono davvero. Il dramma di Ryan è che non ha una vita. O meglio la sua vita è viaggiare. Passata gran parte del suo tempo su voli interstatali. Gira in lungo e in largo il territorio degli Stati Uniti per lavoro. A casa ci sta pochissimi giorni e, ovviamente, non ha alcun legame sentimentale. Poi un giorno, per caso, nella hall di un albergo incontra Alex, una bella donna che ha il suo identico tenore di vita. Immediatamente scatta il colpo di fulmine. I due prima si raccontano con divertito cinismo le idiosincrasie delle loro originali vite e subito dopo vanno dritti al sodo: fanno sesso. Un sesso sano, schietto e fine a se stesso, privo di alcun legame sentimentale. Almeno questo è quello che sembra in un primo momento.
Durante gli stessi giorni Ryan deve anche affrontare un problema professionale: la sua azienda ha intenzione di richiamare tutti gli agenti sparsi in giro per il territorio e farli lavorare dalla sede principale attraverso un software di videoconfereza 1-to-1. L’ideatrice del progetto è Natalie Keener, una giovane laureata da pochissimo, molto ambiziosa e antipatica, una ragazzina alquanto presuntuosa che, però, viene sgamata ben presto da Ryan. La novellina non ha mai licenziato nessuno, né ha la pellaccia dura abbastanza per farlo sul serio, di persona, face-to-face. Il risultato di questo exploit è che il grande capo decide di mandare in giro anche lei tagliare teste, affiancandole l’esperto Ryan come guida/istruttore.
Il problema di Ryan a questo punto, consiste non tanto (e non solo) nel doversi scarrozzarsi in giro la “signorina so tutto io”, quanto piuttosto nel dover rinunciare a quella vita solitaria da girovago senza casa, senza meta e senza metà. Uno stile di vita che, comunque, ormai a lui piace. Ma piace sul serio. Non potrebbe viverne senza. Questa è proprio la sua filosofia di vita, qualcosa che ha abbracciato a tal punto da arrivare ad insegnarlo nelle conferenze motivazionali che tiene – facendo buffamente uso di uno zainetto come simulacro per le metafore esplicative. Tornare a casa, a Omaha nel triste Nebraska, per Ryan sarebbe quindi un duro colpo da mandare giù, poiché lo costringerebbe a ripensare a tutta la sua vita, a tutte le sue teorie.
La recitazione di George Clooney è fuori da qualsiasi discussione. L’attore ha la faccia e l’età giusta per il ruolo – una volta si sarebbe detto il “phisique du role”. Siamo in presenza di un aplomb perfetto per interpretare un uomo rassegnato a vivere da nomade, passando da aeroporto ad aeroporto senza colpo ferire, uno che ha scavallato la condizione svantaggiosa della irrecuperabile solitudine, finendo per adagiarsi dentro di essa e farla diventare addirittura un plus, uno status che finge di condividere, di avallare e  di aver adottato come stile di vita con cognizione di causa. Credo che, in fondo, il senso del film sia tutto qui.
Vera Farmiga è una donna piena di classe. Certo, qui il trucco, l’acconciatura e gli abiti la aiutano molto, ma diciamo che sotto c’era già una bella donna. Una che non mi farebbe perdere la testa ma – devo ammettere – decisamente fascinosa. Nei panni della donna in carriera si trova perfettamente a suo agio. Vi invito a notare il modo in cui lancia delle occhiate silenziose, in cui muove le mani o in cui cammina. Dettagli studiatissimi che appaiono estremamente naturali e, perciò, riuscitissimi. D’ora in poi, vedrete, ad Hollywood la chiameranno per qualsiasi grande produzione che preveda il ruolo di una signora di classe. Bravissima.
Anna Kendrik fa la gnappetta rampante, Natalie, la giovane neolaureata che non vede l’ora di divorare il mondo con la propria supponenza. Una che crede di aver capito tutto degli affari e della vita, che è seduta tranquilla nelle proprie convinzioni borghesi da “American Dream” ma che cade come un castello di carta al primo importante sgambetto. Fare la piagnona è nelle sue corde ma bisogna dire che recita decisamente bene anche in tutte le altre situazioni della pellicola- Peccato per quelle odiose sopracciglia, troncate sull’arco dell’orbita oculare. Trucco e parrucco: da rivedere.
Jason Bateman è il simpaticone di sempre, anche se il suo non è un ruolo propriamente leggero. Gli abiti del supermanager gli scendono benissimo. Ormai può recitare un ampia gamma di ruoli: buon per lui, di certo in futuro il lavoro non gli mancherà.
Una citazione di merito anche per J. K. Simmons che intrepreta uno dei poveracci (di mezza età) che viene licenziato dai tagliatori di teste. Lo ricordate nella saga di film di Spiderman? Lì interpretava il buffo e scorbutico direttore del giornale per cui lavora Peter Parker (Daily Bugle), qui invece tiene benissimo un primo piano alquanto drammatico, successivo alla notizia del licenziamento. Bravo mestierante.
Sam Elliott è sempre più buffo con qui baffoni. Ricordate l’uomo seduto al bar nelle prime scene de “Il grande Lebowski”? Beh, qui interpreta un bonario pilota di jet e riesce a strappare alcuni sorrisi sornioni.
Nota musicale: durante una festa aziendale a cui partecipano di straforo i protagonisti si può ascoltare il pezzo “O. P. P.” dei Naughty by Nature e “Bust A Move”, interpretata dal vivo, sul palco, da Young Mc in persona.
Ah, il sottotitolo “La storia di un uomo pronto a prendere il volo” lo trovo decisamente fuorviante.
La locandina, senza quell’enorme cartello nero, sarebbe potuta essere carina.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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Ottimi contenuti veicolati in maniera completamente sbagliata

gennaio 29th, 2010

Il micrometraggio realizzato per il festival “Meet In Town” è stato caricato come intro flash del sito ufficiale, per altro senza tasto “skip”. Io dico che sarebbe stato meglio se il video fosse stato caricato su YouTube e magari veicolato attraverso una campagna di tipo “wanna be-viral”.

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Now USA make protocols

gennaio 28th, 2010

«In the 19th and 20th centuries we made stuff: corn and steel and trucks. Now, we make protocols: sets of instructions. A software program is a protocol for organizing information. A new drug is a protocol for organizing chemicals. Wal-Mart produces protocols for moving and marketing consumer goods. Even when you are buying a car, you are mostly paying for the knowledge embedded in its design, not the metal and glass».

David Brooks, “The Protocol Society”
Nytimes.com – 22 dicembre 2009.

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Kiss Kiss Bang Bang

gennaio 26th, 2010

Kiss Kiss Bang Bang

di Shane Black (Usa, 2005)
con Robert Downey Jr., Michelle Monaghan,
Val Kilmer, Corbin Bernsen, Dash Mihok,
Larry Miller, Shannyn Sossamon, Rockmond Dunbar,
Angela Lindvall, Nancy Fish, Josh Richman

Questo film mi ha deluso un bel po’. Chissà cosa mi aspettavo. Quando ho iniziato a guardarlo non ricordavo nemmeno quali fossero i principali attori del cast.
Ad ogni modo, questa commedia – diretta dal’autore del soggetto di Arma Letale 1, 2 e 4 – non è un granché. L’ho trovata molto confusionaria e leggermente autoreferenziale. Metteteci anche l’eccessivo “gigionare” di Robert “Robertino” Downey Jr. ed ecco che mi cadono le braccia. Perché a me questo attore piace – e molto – ma in questa pellicola davvero esagera con le faccette, gli ammiccamenti. Inoltre è tutto così sopra le righe che quelle poche scene serie, che pure sono presenti, non riesci proprio a slegarle dal resto e ad apprezzarle.
La storia è quella di un ladro di New York, tale Harry Lockhart, un furfante trentenne maldestro ma dal cuore grande. Il caso vuole che Harry, datosi alla fuga, finisca dentro un ufficio in cui stanno facendo il casting per un ruolo drammatico in un film. Il dolore per la morte del suo complice, ucciso poco dopo la rapina, lo porta involontariamente a fare un provino straordinario. Dunque, una volta preso per la parte, finisce a Los Angeles, dove girerà da un party all’altro come una vera star di Hollywood. Le cose iniziano a complicarsi quando, per prepararsi alla lavorazione di un film poliziesco, la produzione decide di affiancarlo ad un noto detective privato della città, Perry van Shrike – detto Gay Perry a causa della sua conclamata omosessualità. I due passeranno molto tempo gomito a gomito e rimarranno invischiati in una serie di morti misteriose.
La parte trama relativa al caso degli omicidi è molto confusionaria. Non si riesce a capire granché, sin quasi alla fine della pellicola, quando invece i protagonisti si prendono la briga di spiegare allo spettatore cosa è successo e perché sono morte quelle persone. Non ci siamo. Non mi è piaciuto. Così come ho trovato eccessivo interrompere spesso lo svolgimento dell’azione con un fermo immagine per fare in modo che la voce narrante (quella del protagonista) potesse narrare fuori campo e fare commenti, battutine, dare di gomito allo spettatore rivolgendogli la parola direttamente.
Mi spiace per Val Kilmer ma qui aveva già inziato la sua fase calante. Troppo rigido, nonostante qui debba interpretare il ruolo dell’uomo d’esperienza, serio, pacato e responsabile. Dal momento che il ruolo del pazzoide (ignorante) e scavezzacollo è quello affidato a Downey.
Michelle Monaghan è molto carina. Non ci avevo mai fatto caso. Quanti anni le dareste? Io meno di 25. Invece pare sia nata nel 1976, dunque ne ha 34 (circa). Strano, vero? In questo film sembra molto giovane, recita abbastanza bene la parte dell’ex compagna di liceo di cui il protagonista è innamorato da sempre, anche se l’immagine che viene fuori è quella della ragazza un po’ svampita. A dire il vero non ho capito bene se il ruolo che intepreta richiedesse questo tipo di performance.
Voto globale: 5,5.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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SmeercHouse 24 Gennaio 2010

gennaio 25th, 2010

Puntata N. 2 della settima stagione. La 163^ di sempre.
Non è andata poi male, per essere la prima puntata di domenica mattina. Prendete nota: ce ne saranno molte altre.
Questa volta ho spaziato dal pop contemporaneo americano alla house – come al solito – passando per il jazz, il nu-jazz, la drum’n'base, il rock steady, il rap (italiano e americano), la musica cantautoriale (italiana e francese), il rhythm’n'blues, la dance (in generale).

Il podcast questa volta dura 136 minuti circa. Potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, potete scaricarlo cliccando qui (File mp3 da 38,9 MB codificato mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La playlist:
1. Sigla (Gennaio 2010)
2. Mary J. Blige feat. Drake – The One
3. Beyoncè feat. Lady Gaga – Video Phone (Original Edit)
4. Alicia Keys – Doesn’t Mean Anything
5. Rihanna – Russian Roulette
6. The Black Eyed Peas – Meet Me Halfway (Album Version)
7. Monie Love – It’s A Shame (My Sister)
8. Florence and The Machine – You’ve Got The Love
9. Mousse T. – Johnny Come Home (Cocktail Mix)
10. Neffa – Prima di andare via
11. Nina Zilli feat. Smoke – Penelope
12. Giuliano Palma & The Bluebeaters – Il cuore è uno zingaro
13. Kiave con Mama Marjas – Morfeo
14. Turi feat. Shaone – Another Story
15. Vinicio Capossela – Si è spento il sole
16. Daniele Silvestri – Giro in Si
17. Louis Armstrong – The Creator Has A Master Plan
18. Serge Gainsbourg – Melody
19. The Isley Brothers – It’s Your Thing
20. Time Machine – The Wiggle (Shin-Ski Remix)
21. Club des Belugas – What Is Jazz
22. Koop – Tonight (Nicola Conte New Jazz Version)
23. Basement Jaxx feat. Jose James – Gimme Somethin’ True
24. Byron Stingly – You Make Me Feel
25. Crystal Waters – Enough (Grant Nelson Mix)
26. Jestofunk – Disco Queen (Album Version)
27. Marshall Jefferson – Move Your Body
28. Thomas Bangalter – Spinal Scratch

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