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Smeerch.it vediamo quel che si può fare

One Day

17 ottobre 2017 17:23 / Leave a Comment / Smeerch

One Day

One Day
di Lone Scherfig (USA, 2011)
con Anne Hathaway, Jim Sturgess, Romola Garai,
Patricia Clarkson, Ken Stott, Jodie Whittaker, Toby Regbo,
Georgia King, Tom Mison, Rafe Spall, Joséphine de La Baume, Jamie Sives

Delizioso film tratto dall’omonimo romanzo di David Nicholls. Romanzo che io adoro e che ho regalato a diverse persone.
Iniziamo col dire che il film rende onore al libro; ovviamente è molto striminzito (per mere questioni di tempo) ma non stravolge il senso del romanzo. Anche perché lo sceneggiatore è proprio l’autore. Dunque se vi è piaciuto il testo, vi consiglio di guardare anche la pellicola.

Aspetti positivi: la coppia di protagonisti è davero molto brava. Buona scelta di casting e valida recitazione. Qualche sentimento insomma dalla pellicola riescono a trasmetterlo.
Anne Hathaway è belissima, forse il ruolo in cui appare più bella. Dolcissima. La vediamo con diverssi tagli di capelli, variegate mise e in versione con occhialone nerd e senza. Super lovely.
Jim Sturgess è il belloccio perfetto per dare corpo a Dexter: con quella faccia lì avrebbe potuto davvero condurre dei programmi per giovani nella tv degli anni ’90.
Ottima interpretazione anche da parte di Ken Stott, nei panni di Steven, ossia il papà di Dexter. Gigante.
Molto brava anche Patricia Clarkson per il ruolo della madre di Dexter.
A Rafe Spall fu affidata la parte di Ian, cioè il collega cameriere/fidanzato di Emma, il comico mancato, goffo e rosicone.
Romola Garai è invece la bionda (e snob) Sylvie Cope, la tizia che Dexter sposa a da cui ha una bambina.
Georgia King intepreta una delle tante ragazze di Dexter, una specie di valletta, platinata e decerebrata.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Posted in: film / Tagged: Anne Hathaway, cast, cinema, film, Georgia King, Jamie Sives, Jim Sturgess, Jodie Whittaker, Joséphine de La Baume, Ken Stott, Lone Scherfig, one day, Patricia Clarkson, pellicola, Rafe Spall, regia, regista, Romola Garai, scheda, Toby Regbo, Tom Mison

Nico, 1988

16 ottobre 2017 20:11 / Leave a Comment / Smeerch

Nico, 1988

Nico, 1988
di Susanna Nicchiarelli (Italia, Belgio, 2017)
con Trine Dyrholm, John Gordon Sinclair, Thomas Trabacchi,
Karina Fernandez, Francesco Colella, Calvin Demba,
Sandor Funtek, Anamaria Marinca

Biopic parzialmente romanzato.
Gli ultimi 2 anni della vita di Christa Päffgen – in arte Nico – ossia la celebre modella e voce dell’album “The Velvet Underground & Nico”.
Sullo schermo vediamo una donna di 50 anni circa allo stremo, un tempo bellissima ma ormai sfiorita, schiava dell’eroina, che gira per l’Europa con una band non delle più affidabili. Un’artista che ha rinnegato ormai il suo passato da giovane bambolina sexy e che è arrivata quasi ad odiare la stessa musica che compone e suona, che sembra non avere molta speranza nel futuro, né molto rispetto per la gente che le sta intorno. Il senso di colpa per aver abbandonato suo figlio Ari quando aveva solo 4 anni, infatti, la schiaccia a tal punto da odiare il mondo intero. La disperazione non le fa comunque perdere la lucidità: il suo primario obiettivo è cercare di recuperare il tempo perduto con suo figlio, tirarlo fuori dall’istituto di cura in cui è rinchiuso e tenerlo vicino a sé, nella speranza che esca dalla depressione e smetta di tentare il suicidio. E in questo si fa aiutare da Richard, il suo fidato tour manager, nonché amico segretamente innamorato di lei.

Straordinaria Trine Dyrholm nei panni della protagonista; ha anche ricantato tutti i brani di Nico. Maschera perfetta per i mille momenti di mood nerissimo del personaggio, così come per la scena in cui l’artista dà tutto il meglio di sé durante la brevissima performance del concerto in terra russa.
Molto valido anche John Gordon Sinclair, che interpreta Richard, il pacato signore di mezza età che si occupa di fare da balia all’artista ingestibile – oltre che di procurare date per i concerti.
Karina Fernandez è Laura, una specie di tour manager in seconda, nonché amante di Richard.
Notevolissima prova anche per Thomas Trabacchi, nel ruolo di un fascinoso e gentile chitarrista italiano che ospita a casa sua la band di Nico durante le tappe italiane del tour.
Anamaria Marinca interpreta una brava violinista rumena.
A Calvin Demba la parte del chitarrista eroinomane che intesse una struggente relazione sentimentale con la violinista.
Sandor Funtek è invece Ari, il tormentato figlio della protagonista.

Tanta stima per Susanna Nicchiarelli che, oltre della regia, si è anche occupata di scrivere il soggetto e la sceneggiatura di “Nico, 1988”. Il suo è davvero un buon film d’autore, di quelli che purtroppo spesso mancano al cinema italiano.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Posted in: film / Tagged: 1988, Anamaria Marinca, biografia, biografico, biopic, Calvin Demba, cast, cinema, film, Francesco Colella, John Gordon Sinclair, Karina Fernandez, Nico, pellicola, regia, regista, Sandor Funtek, scheda, Susanna Nicchiarelli, Thomas Trabacchi, Trine Dyrholm

La mortadella

3 ottobre 2017 13:47 / Leave a Comment / Smeerch

La mortadella

La mortadella
di Mario Monicelli (Italia, 1971)
con Sophia Loren, Gigi Proietti, William Devane, Beeson Carroll
Susan Sarandon, Danni DeVito, David Doyle, Robert Glaudini,
María Luisa Sala, Tommaso Bianco, Carla Mancini, William J. Daprato

Una ragazza italiana sulla trentina – di nome Maddalena – arriva all’Aeroporto di New York con una piccola mortadella in braccio ma non la lasciano passare. Le leggi degli Stati Uniti infatti vietano alle persone in arrivo sul suolo americano di importare insaccati. Maddalena, che a Bologna era un’operaia campana impiegata in un’azienda di salumi, comunque non ci sta. Non accetta di lasciare la sua mortadella in cambio del lasciapassare, si impone, alza la voce, cerca di spiegare le sue ragioni (l’insaccato è un regalo) e chiama in soccorso Michele, il suo ragazzo, che la attende nella sezione arrivi dell’aeroporto. Michele però sorprendentemente non prende le sue parti, anzi cerca di farla ragionare, le intima di adattarsi alle regole degli USA, un buon primo passo per inziare a vivere insieme lì, una piccola innocente concessione in nome del loro ricongiungimento sul suolo statunitense. Niente da fare. Maddalena non accetta, anzi litiga con Michele e lo ripudia. Lui allora stizzito va via e lascia la sua ragazza lì, in aeroporto, dove finirà per passare la notte.
Nel mentre la questione esce dall’aeroporto, la questione monta e diventa un vero e proprio caso giornalistico, messo in piedi da Jack Fenner, una specie di giornalista d’assalto in cerca di fama (in realtà un poveraccio senza grandi possibilità di carriera).
Durante la notte Maddalena e un gentile agente della dogana – tale Dominic Perlino – stringono amicizia e per cena divorano insieme l’intera mortadella.
Il giorno dopo la ragazza è libera ma non sa dove andare, allora Fenner, cercando di sistemarla, la porta con sé a fare un giro per la città. I guai comunque non saranno finiti perché Bruno, ingelosito, farà picchiare Fenner da amici malavitosi e scatenerà di conseguenza l’ira di Maddalena, che infatti si vendicherà di questa azione infame con una gran piazzata nel ristorante di Bruno, sfasciando tutto ciò che le capiterà a tiro.
I primi 2 giorni a New York per Maddalena saranno intensissimi, non solo per l’ambiente nuovo e completamente estraneo alle sue aspettative, ma anche perché si troverà di fronte a 3 possibili strade sentimentali da seguire: il suo ragazzo Michele (ormai diventato una specie di mafiosetto di Little Italy), il giornalista arrivista dalla vita incasinata e l’agente della dogana aeroportuale (che comunque si rivelerà un mammone, bigotto e reazionario).

La bella, giovane e peperina protagonista ha le fattezze di Sophia Loren. Mi è sembrata una scelta ottimale per il ruolo della ragazza emancipata che non accetta di diventare semplicemente “la donna di qualcuno”.
A Gigi Proietti il ruolo di Michele Bruni, un giovane operaio comunista che lascia la moglie e si mette con Maddalena, la giovane collega supersexy ed emancipata. I suoi sogni di gloria e successo, però, lo portano a mollare la ragazza in Italia temporaneamente per andare negli USA a cercar fortuna. USA dove presto si trasformerà in un laido imprenditore della ristorazione colluso con i malavitosi di Litte Italy.
Il simpaticissimo William Devane lo troviamo nei panni del giornalista squattrinato, divorziato e impasticcato. Il suo personaggio dovrebbe essere un furbo, il ganzo che intorta la giovane ed ingenua immigrata, ma fa parecchia tenerezza.
Beeson Carroll è Dominic Perlino, l’agente della dogana che invita Maddalena a cena per presentargli mammà. Una delusione.
Danny DeVito interpreta un politico che cerca di sfruttare a fini elettorali la vicenda di Maddalena.
Susan Sarandon invece appare in una sola scena nei panni dell’ex moglie di Jack Fenner.
David Doyle (il reclutatore delle Charlie’s Angels) intepreta il capo della dogana aeroportuale.

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Posted in: film / Tagged: Beeson Carroll Susan Sarandon, Carla Mancini, cast, cinema, commedia, Danni DeVito, David Doyle, femminismo, film, Gigi Proietti, María Luisa Sala, Mario Monicelli, pellicola, recensione, regia, regista, Robert Glaudini, scheda, Sophia Loren, Tommaso Bianco, William Devane, William J. Daprato

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